Romeo e Giulietta in scena a San Lorenzo Maggiore

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romeo e giulietta

NAPOLIIl Chiostro di San Lorenzo Maggiore accoglie la rappresentazione della tragedia shakespeariana Romeo e Giulietta nei giorni: 26 e 28 agosto, 1, 2, 3 settembre.

Tale spettacolo del regista Domenico Maria Corrado, sancisce l’inizio della collaborazione tra la Tappeto Volante e il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, in un processo di dare e ricevere. Il risultato è infatti una scenografia da teatro elisabettiano, mobile e scarna, in cui ad essere protagonisti, sono i soli personaggi ed i loro dialoghi.

Lo spettacolo è realizzato in forma di Commedia Musicale, gli attori interagiscono con il pubblico e alternano o accompagnano la recitazione dei versi tragici con balli e canzoni della coreografa Monica Caruso e le musiche di Salvatore Vangone.

I temi shakespeariani sono stati ripresi e reinterpretati. Le canzoni, che a tratti fungono da coro, fanno percepire quell’atmosfera tragica che ben presto starà per presentarsi.
“Il destino conosceva già il finale di un amore che ci è caduto addosso” riecheggia dal palco, sintetizzando così quel climax di oscurità che piomba sulla vita di due giovani, divisi dalle controversie familiari. Man mano che ci si avvicina al finale, la parola “morte” diventa sovrana, prendendo i suoi spazi e soffocando quel clima spensierato, reso da Corrado ancora più ilare e a tratti comico.

Ho voluto rendere i pensieri dei due innamorati perlopiù moderni. Il pubblico deve immedesimarsi nei personaggi e quindi ho dovuto svecchiarli e introdurre un’atmosfera semplice. Romeo è un ragazzo che sta scoprendo l’amore, è preso dall’euforia e da quelle emozioni contrastanti che caratterizzano l’adolescenza. Agisce per istinto e per questo ho voluto introdurre più di un bacio anche nella scena del balcone. Se un giovane preso dalla passione decide di andare contro tutto e tutti, arriva fino in fondo.” Spiega Domenico Maria Corrado.

Come anche nella tragedia shakespeariana, Romeo (alias Daniele Marino) appare portavoce di quella tradizione cortese, segnandone il tramonto, una tradizione che pone la donna su un piedistallo, che la idolatra e la delinea con connotazioni empiriche e divine, con un linguaggio di luce, che si oppone prepotentemente a quello di spada del mondo degli adulti. Ma è solo uno l’angelo che può rapire il cuore di un uomo, e quindi, quell’infatuazione iniziale per Rosalina rende Romeo mutevole e instabile come lo sono tutti i giovani. Lui “non l’amava, l’adorava..”

Una vera particolarità è data dalla modalità del racconto. La tragedia di Romeo e Giulietta è resa infatti da un flash back, un racconto di frate Lorenzo (interpretato da Kurush Giordano Zangaro), inorridito dalla vista dei cadaveri dei giovani. A trionfare, alla fine, è l’amore, che nella sua tragicità, ha fatto aprire gli occhi a quelle famiglie che sembravano vivere secondo la logica delle gang. Nessuno è al di sopra o al di sotto, tutti, Montecchi e Capuleti, sono sullo stesso piano, in una lotta che non ha vincitori né vinti, e a suggerircelo sarà proprio Mercuzio (interpretato da Vittorio Passaro). Si tratta di un personaggio che spicca sin dall’inizio, che, in un’opera che si costruisce sull’ uso specifico della parola, diventa a tratti scurrile e quasi onirico (parlerà del mito celtico di Mab) e si presenta sin dall’inizio come una persona pragmatica. Lo stesso Shakespeare ha dovuto ucciderlo, perché col tempo avrebbe sovrastato tutti gli altri. “Sono ferito. Che la peste colga entrambi i vostri casati. Sono spacciato..” afferma esanime, ponendosi al di sopra di tutto il resto e di ogni contesa.

Dopo la sua morte l’atmosfera inizia ad adombrarsi per le reazioni dei personaggi e la stessa scenografia che, con l’ausilio di luci e musiche, inizia a cambiare connotazioni.
Giulietta (Antonella Liguoro), mantenendo l’incisività del drammaturgo seicentesco, ha solo 14 anni, espediente che l’avvicina molto ai cuori degli spettatori. Sin dall’inizio, malgrado la sua giovane età, si è dimostrata più matura  e realista del suo amato, per poi lasciarsi travolgere dal dolore e agire per salvaguardare la sua felicità.
Come di consueto, a frantumare il lieto fine nelle opere shakespeariane, è il caso, una lettera non arrivata in tempo, simbolo di quel destino che può capovolgere gli eventi della vita.

“Un livido silenzio scende su Verona..” e il letto di passione in cui Romeo e Giulietta si sono uniti è ora un letto sepolcrale, pronto ad accogliere i cadaveri dei due giovani, agnelli sacrificali di una società troppo pragmatica.

Alessia Sicuro

 

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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