Quartiere Sanità, spari in pieno giorno

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Napoli – Spari in pieno giorno questa mattina: alle 12:30 un nuovo agguato di camorra nella Sanità. Siamo in via San Vincenzo, la vittima è Vittorio Vastarella, 43 anni, originario del quartiere Sanità,  precedenti per droga e appartenente all’omonimo clan

Le indagini sono già aperte, ma gli inquirenti non hanno dubbi che ci sia la mano del clan nemico dei Vastarella dietro l’agguato di oggi: i «barbudos» dei clan Esposito-Genidoni, con cui il primo si contende il territorio. 

Gli scontri tra i due clan avversari non sono una novità, da mesi il quartiere Sanità è teatro della faida tra i due. Quello di oggi sconcerta per la modalità con cui è stato eseguito (nel centro del quartiere e in pieno giorno), ma non è sicuramente stato il più sanguinoso della guerra camorristica tra i due clan. 

Il più drammatico fu, infatti, quello dell’aprile scorso: la cosiddetta “stage delle Fontanelle“, avvenuto in via Fontanelle, appunto, nella Sanità. Un commando dei «barbudos» irruppe nel circolo ricreativo “Maria Santissima dell’Arco” facendo fuori il boss del clan Vastarella, Giuseppe Vastarella, 42 anni, fratello di Vittorio Vastarella e il cognato e affiliato del clan, Salvatore Vigna, 41 anni. Nello stesso agguato vennero feriti altri componenti del gruppo camorristico: Antonio Vastarella, 24 anni; Dario Vastarella, 33enne, e l’incensurato Alfredo Ciotola. Vittorio Vastarella, quella volta, riuscì a scampare ai proiettili dei «barbudos». 

Oggi non ha avuto scampo: sparato mentre usciva di casa, è stato preso alla gamba. La corsa all’ospedale Vecchio Pellegrini non è servita: il proiettile aveva preso l’arteria femorale decretando la sua morte in sala operatoria due ore più tardi dell’agguato

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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