37 anni de La storia infinita

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La storia infinita

“Chi non ha mai passato interi pomeriggi con le orecchie in fiamme e i capelli ritti in testa chino su un libro, dimenticando tutto il resto del mondo intorno a sé, senza più accorgersi di avere fame o freddo?
Chi non ha mai letto sotto le coperte, al debole bagliore di una minuscola lampadina, perché altrimenti il papà o la mamma o qualche altra persona si sarebbero preoccupati di spegnere il lume per la buona ragione ch’era ora di dormire, dal momento che l’indomani bisognava alzarsi presto?
Chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d’improvviso la vita pareva così vuota e priva d’interesse?

Ogni volta che un lettore finisce un libro importante, uno di quelli che gli hanno impegnato giorno, notte, viaggi in treno, pomeriggi estivi oppure tanto grigi da avere solo voglia di starsene soli a leggere, qualcosa cambia. Proprio come un fedele amico, un libro può risolverci la vita se troviamo la sensibilità di cogliere ciò che vuole dirci: è questo che accade al protagonista de La storia infinita, dello scrittore tedesco Michael Ende, diventato ormai uno dei classici della letteratura contemporanea.

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Era il 1979 quando fu pubblicata la prima edizione de La storia infinita a Stoccarda, e mai e poi mai lo scrittore si aspettava di riscuotere un tale successo. L’opera in breve tempo divenne un best-seller, tradotta in più di 40 lingue, vinse tantissimi premi e qualche anno dopo fu adattata per il grande schermo. Grazie all’enorme successo, furono riscoperte altre opere di Ende meno recenti come Momo risalente agli anni ’70.

La vicenda si svolge in un luogo fittizio, Fantàsia, minacciato da una forza oscura, il Nulla, che si sta espandendo sempre di più, cancellando progressivamente il regno.

“Fantàsia non ha confini, è il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità, e quindi Fantàsia non può avere confini. Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il Nulla dilaga. Il Nulla è il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo, è più facile dominare chi crede in niente. E questo è il modo più sicuro di conquistare il potere.”

Il protagonista è Bastiano, un ragazzino timido e introverso che vive nel mondo reale e trascorre i pomeriggi a leggere libri fantastici. Un giorno, per fuggire dai bulli, si rifugia in una libreria e alla vista di un libro intitolato “La storia infinita”, poiché aveva sempre desiderato leggere qualcosa che non finisse mai, lo ruba e comincia la sua mitica avventura.

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Era il 1977 quando lo scrittore cominciò a scrivere il romanzo. L’idea era quella di terminare la scrittura in un anno ma ce ne vollero almeno due in più:

«Il libro sarebbe dovuto uscire già un anno prima. L’editore aveva organizzato le stampe, la carta era già pronta e mi chiamava continuamente per chiedermi “Quando me lo consegnerai finalmente?”, e io dovevo sempre rispondere: “Non posso darti niente. Cosa devo fare? Devo aspettare il momento giusto”, e per questo diventò quest’odissea.»

Quando, nel 1979, finalmente uscì, fu un’edizione curatissima nei minimi particolari: copertina rigida di seta e due diversi inchiostri per la stampa: uno verde per le vicende narrate a Fantàsia e uno rosso per quelle ambientate nel mondo reale.

«Questa cosa con i due colori e questi continui incroci sono una sorta di regola che viene proposta al lettore. Viene invitato a giocare. Negli ultimi anni abbiamo dimenticato che arte e letteratura sono, tra l’altro, anche gioco. Gioco nel senso più alto del termine. Ma è proprio per questo, perché nella letteratura per ragazzi è possibile giocare, che ho iniziato a cimentarmi nel genere.»

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A 37 anni dalla pubblicazione, La storia infinita è ancora un libro attuale ed è per questo che è considerato uno dei capolavori della letteratura europea. Anche la sua trasposizione cinematografica è ancora tramessa e ritrasmessa sui nostri canali e ogni volta rivederlo è come una magia.

Maria Pisani

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