Groenlandia, rinvenuto il fossile più antico del pianeta

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Un gruppo di ricercatori guidato da Allen Nutman dell’Università australiana di Wollongong e che comprendeva Vickie Bennett (Australian National University e Università del New South Wales) e Martin Van Kranendonk e Allan Chivas dell’Uow ha rinvenuto una stromatolite, ossia una formazione rocciosa creata da organismi unicellulari, risalente a 3,7 miliardi di anni fa.

Il fossile è stato ritrovato ad Isua, una piccola regione della Groenlandia, nota da tempo per essere la porzione più antica di crosta terrestre del pianeta. Le piogge fuori stagione hanno permesso lo scioglimento delle nevi che coprivano lo coprivano ed è stato così possibile riportarlo alla luce quasi intatto. È molto difficile che un residuo roccioso risalente al Precambiano sia in buone condizioni poiché in quel periodo il pianeta Terra era continuamente sferzato da piogge di asteroidi.

Il coordinatore della ricerca Allen Nutman ha così sottolineato l’importanza della scoperta : “Gli stromatoliti sono la testimonianza fossile di ecosistemi complessi. Quello che abbiamo trovato dimostra che 3.7 miliardi di anni fa, i microrganismi si erano già diversificati. Questa diversità dimostra che la vita è emersa nei primi pochi centinaia di milioni di anni di esistenza della Terra, il che è in linea con i calcoli biologi che dimostrano la grande antichità del codice genetico della vita”.

La collega Vickie Bennett ha aggiunto: ”Questo studio ha fornito una nuova prospettiva per la storia della Terra. Questa scoperta trasforma all’origine lo studio sull’abitabilità planetaria. Invece di speculare sui potenziali ambienti primordiali, per la prima volta abbiamo rocce dalle quali sappiamo registrare le condizioni e gli ambienti che hanno sostenuto la vita primordiale. La nostra ricerca fornirà nuove intuizioni sui cicli chimici e le interazioni roccia-acqua-microbi”.

La scoperta, se confermata, farebbe slittare indietro la comparsa di organismi di oltre 200 milioni di anni. La più antica stromatolite finora ritrovata era stata riesumata nel Cratone Pilbara in Australia e risalente a 3480 milioni di anni fa La nuova scoperta, se confermata, farebbe slittare indietro la comparsa di organismi viventi di oltre 200 milioni di anni costringendo gli esperti a rivedere le teorie sinora accettate.

Vincenzo Nicoletti

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