Chissà quale sarebbe stata la stagione di Danilo Gallinari se, lo scorso febbraio, avesse deciso di lasciare lo Stato del Colorado. Perché le possibilità c’erano. A rivelarlo è lo stesso Gallo durante una conferenza stampa degli scorsi giorni tenuta a Milano, durante l’evento promozionale NBA Zone. L’ex giocatore dell’Olimpia Milano, però, non ha parlato di nessuna franchigia in particolare. Tra i nomi che sono circolati di più, nei giorni precedenti alla scorsa deadline di febbraio, c’era anche quello dei Boston Celtics.

“Io a Denver mi trovo benissimo”, ha dichiarato il n.8 azzurro. “A febbraio, poco prima della deadline, c’è stata la possibilità di andare in qualche squadra ma ho preferito restare. Credo che la squadra sia in crescita e che l’anno prossimo daremo fastidio a tanti”. L’obiettivo del Gallo resta sempre lo stesso: playoff.

Crescita. È il termine che più si utilizza tra le montagne del Colorado negli ultimi mesi. Dopo aver finalmente ritrovato un Danilo in condizioni fisiche perfette ed averlo reso l’uomo franchigia, i Denver Nuggets devono puntare tutto sulla crescita dei giovani che hanno in roster. Altre alternative non esistono. La squadra di Mike Malone, infatti, si trova nella peggiore situazione in cui una franchigia possa mai trovarsi: non abbastanza competitivi per accedere ai playoff, ma neanche troppo scarsi per tankare e ricostruire. Il limbo. E così, dopo aver visto infrangersi il sogno di portare Dwayne Wade dalle parti del Pepsi Center, per i Nuggets non resta altro che puntare su ciò che si ha già. Emmanuel Mudiay e Gary Harris, che comporranno il back-court titolare, dovranno crescere più in fretta del previsto. Jokic e Nurkic si giocheranno il posto come centro, con il serbo favorito. Mentre, naturalmente, nessuno schioda il neo campione olimpico Faried da sotto il ferro. Le notizie positive in questo momento a Denver sono due: il rientro di Wilson Chander è la prima e sicuramente la più importante. Dopo l’operazione all’anca che lo ha tenuto fuori per l’intera stagione passata, il nativo di Benton Harbor, Michigan ha dichiarato di sentirsi bene e pronto per tornare in campo, grazie anche al nuovo tipo di alimentazione basata sulla dieta vegana che ha approcciato di recente. Naturalmente, Danilo ha il posto blindato come ala piccola e, in generale, i Nuggets sono coperti sulle ali ma Chandler potrà essere sicuramente fondamentale all’interno delle rotazioni. Il secondo motivo è Jamal Murray, chiamato con la settima scelta al draft di quest’anno, che darà qualità alla second unit (si spera) e, se si giocherà al meglio le proprie carte, potrà ritagliarsi un ruolo importante in squadra, grazie alla sua fama di tiratore.

In tutto questo, a far la voce grossa sarà proprio il nostro Danilo che, tra una delusione azzurra e l’altra, è uscito sicuramente rafforzato a livello di considerazione all’interno della Lega. Una stagione di un certo livello la sua, al di là delle medie importanti (19.3 punti, 5.3 rimbalzi e 2.5 assist). Tanto da far nascere il famoso hashtag, che ha coinvolto anche molti personaggi illustri e club importanti del mondo del calcio, che lo voleva All Star Game di Toronto. Sempre più maturo e deciso, Danilo ha in testa solo i playoff. “Il nostro obiettivo di squadra devono essere i playoff: recuperiamo giocatori che nella scorsa stagione erano infortunati, abbiamo le carte in regola per la post-season”. Non sarà facile per i Nuggets uscire dal limbo, considerando anche il livello molto alto della Western Conference, che non scopriamo di certo adesso. Ma su di una cosa coach Malone potrà stare tranquillo: il Gallo c’è.

Michele Di Mauro

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