Biblioteca Nazionale, in mostra i manoscritti di Dante e Leopardi

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Dal 7 settembre fino al 17, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, saranno esposti in mostra i manoscritti dei più grandi poeti italiani: da Torquato Tasso a Giacomo Leopardi; da Dante Alighieri a Giuseppe Ungaretti.

La Sala Espositiva della Biblioteca Nazionale di Napoli si prepara ad accogliere centinaia di visitatori, dai più giovani fino a quelli più anziani, che proveranno l’immensa emozione di osservare da vicino i manoscritti e gli autografi dei maggiori autori italiani: le carte e le pergamene con i versi più celebri dei grandi della letteratura italiana saranno esposti gratuitamente.

Otto secoli di storia e letteratura: lo scopo è far conoscere al pubblico di tutta la città di Napoli  l’immenso patrimonio di manoscritti che possiede la Biblioteca Nazionale di Napoli. Infatti, la Biblioteca di Napoli conserva un’immensità di di codici, autografi e manoscritti di valore inestimabile: 1.480.747 libri a stampa, 319.187 opuscoli e 18.415 opere vergate di proprio pugno dagli autori.

La mostra di manoscritti, che prende il titolo da una citazione di Giacomo Leopardi tratta dal Discorso di un italiano sopra la poesia romantica, “… Quella favella a cui cedono tutte le vive”, è organizzata in concomitanza del Congresso Internazionale degli Italianisti, che quest’anno si svolgerà proprio nella città di Napoli. Fabiana Cacciapuoti, curatrice della mostra dice: «Prevediamo un gran afflusso di visitatori in questi 10 giorni ma non c’è da preoccuparsi perché la mostra tornerà a novembre. Il percorso è stato pensato in ordine cronologico quindi si parte da una copia della Divina Commedia di Dante, dal Canzoniere di Petrarca di cui abbiamo delle miniature per i copisti, poi ci sono le opere di Boccaccio, tra cui il Decamerone. A seguire il periodo cosiddetto Aragonese con Jacopo Bracciolini, il Pontanto, fino a Lorenzo Valla.»

E aggiunge: «L’emozione di chi vede per la prima volta un manoscritto è indescrivibile . Soprattutto per i giovani studenti che passano i pomeriggi chini sui libri e poi si ritrovano a leggere la grafia del poeta, riconoscendo i versi imparati a memoria.»

A Silvia
A Silvia
L'infinito
L’infinito

Ma un’intera teca sarà dedicata al poeta recanatese, di cui la Biblioteca Nazionale di Napoli possiede una straordinaria vastità di autografi e manoscritti: oltre agli scritti in prosa delle Operette morali e dello Zibaldone, saranno esposti i versi di A Silvia, L’infinito, La Ginestra.

Il percorso si conclude con gli autografi di Ungaretti, con le cartoline e le lettere dal fronte di guerra: attirerà sicuramente grande attenzione una cartolina su cui sono scritti i versi della poesia Porto Sepolto, inviati dal fronte all’amico Gherardo Merone, fondatore della rivista La Diana, scritti nell’inverno del 1916-1917.

L’inaugurazione avvenuta oggi alle ore 13, ha visto la partecipazione e gli interventi dei più noti professori tra cui Guido Baldassari (Università di Padova), Amedeo Quondam (Università Di Roma, La Sapienza) Marco Santagata (Università di Pisa) di Simonetta Buttò e, ovviamente, di Fabiana Cacciapuoti.

Ulteriori informazioni

Arianna Spezzaferro

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