Il nostro Presidente del Consiglio è molto ciarliero quando è all’estero. Magari perché si sente più libero di fare promesse. Da marinaio o da aviatore?

Ora, mentre era in Cina per il G20, ne ha fatta un’altra di promessa che riguarda la scuola. Abroga la “Buona scuola”e la legge 107? Elimina la boiata diretta, ooops, la chiamata diretta degli  insegnanti? Riconosce la professionalità dei docenti e abolisce la mancetta chiamata bonus?

No, minaccia un minitour elettorale nelle scuole. In realtà non sarebbe una novità visto che, appena insediatosi, nel 2014, ne aveva fatto altro con la promessa di andarci ogni mercoledì. Ma da allora la settimana renziana, evidentemente, è finita sempre di martedì.

Quel tour fu un giro con tanto di coretti di studenti osannanti in stile Ventennio (scuola Salvatore Raiti di Siracusa) e di Costituzioni distribuite. Ora il fiorentino ritorna o meglio minaccia di ritornare con un giro che parte dalla Campania il prossimo 12 settembre. Siamo in vista del referendum e quindi bisogna darsi da fare. Lo pensa Renzi ma lo pensano, spero, anche studenti, docenti e personale della scuola. Ancora coretti osannanti?

Meglio accogliere Renzi con ben altra accoglienza. Per esempio sventolando la Costituzione e accogliendolo con un cartello di benvenuto di cui  mi permetto di suggerire il testo: ci mettiamo l’art. 70 della Costituzione, versione Boschi, e poi gli chiediamo una cortesia vista la sua laurea in Giurisprudenza. Qual è la cortesia? Se ce lo spiega.

Franco Labella

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