Omicidio Giugliano, chi era il reale bersaglio?

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omicidio Giugliano

Giugliano, ritrovato il corpo di un uomo freddato da alcuni colpi di pistola all’interno della sua vettura. La vittima, incensurata, risulta essere vicina al clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli. Possibile scambio di persona

Un agguato consumatosi ieri pomeriggio nella zona di Varcaturo di Giugliano in Campania (Napoli). L’uomo era alla guida della sua vettura quando, improvvisamente, è stato raggiunto da 3 colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito in pieno volto.

Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’omicidio, i sicari erano alla guida di uno scooter con il quale sono riusciti a fuggire subito dopo il delitto. Nel frattempo l’uomo, colpito dai proiettili, ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato contro un’altra vettura parcheggiata nella zona in via Carrafiello, contrada La Contessa.

I carabinieri della stazione di Varcaturo coordinati dalla compagnia di Giugliano, giunti sul luogo, hanno trovato il veicolo ancora in accensione e il corpo freddato dell’uomo riverso tra il sangue e le schegge del finestrino saltate in aria a seguito dei colpi inferti contro la vettura.

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Luigi Mattera, la vittima

La vittima ha un nome ed un cognome: si chiama Luigi Mattera, 43enne originario di Pozzuoli, non aveva alcun precedente penale a suo carico. Tuttavia, dalle prime indagini sono emerse alcune segnalazioni che dichiarerebbero la sua vicinanza agli ambienti criminali, in particolare al clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli.

Ad aggravare tale ipotesi, l’auto su cui viaggiava la vittima. È risultato, infatti, che la lancia Y guidata da Luigi Mattera sarebbe intestata alla figlia del boss Gennaro Longobardi, capo della camorra flegrea, uscito dal carcere qualche mese fa e protagonista secondo gli inquirenti di una faida interna all’ormai ex clan Longobardi-Beneduce (fonte: InterNapoli).

Si scava nella vita del 43enne che risulta essere sposato e padre di due figli. Precedentemente fiorista, da poco si era impegnato nel settore ittico nell’ambito del mercato di Pozzuoli. Luigi Mattera, dalle prime indagini, non risulta essere affiliato a nessuna organizzazione criminale.

Gli indizi acquisiti dagli inquirenti sono pochi e non si può parlare di una possibile pista da seguire. Tuttavia, iniziano a farsi strada le prime ipotesi che tenterebbero di giustificare il movente di tale delitto. Fra queste vi sarebbe lo scambio di persona: secondo tale ipotesi l’obiettivo dei criminali, in realtà, era Gennaro Longobardi. I sicari avrebbero dunque seguito e colpito la persona sbagliata. Ad avvalorare l’ipotesi, la somiglianza tra la vittima e il boss.

La forte pioggia di quella sera avrebbe reso la visuale meno chiara e l’auto su cui viaggiava Luigi Mattera, intestata alla figlia del camorrista, avrebbe tratto in inganno i sicari. L’obiettivo era dunque uccidere Gennaro Longobardi. È probabile che durante la sua prolungata assenza si siano creati nuovi equilibri all’interno della criminalità organizzata e che dunque, il boss, possa essere protagonista di una nuova faida.

Come riporta TeleClubItalia, il clan è attualmente soggetto a fibrillazioni criminali ed è probabile che di questa instabilità ne vogliano approfittare giovani agguerriti di potere. Il clan è operativo nei territori di Pozzuoli e Quarto le sue principali attività sono il racket e lo spaccio.

Ancora tante ipotesi e domande, le indagini proseguono per giungere ad una verità.

Federica Pia Mendicino

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