De Luca – Lorenzin, si decide il futuro della sanità

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La sanità campana torna al centro del dibattito politico e istituzionale regionale e nazionale: nella giornata di mercoledì, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha incontrato il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin per fare il punto sulla situazione del sistema campano e proporre novità che potrebbero essere operative già dall’inizio del 2017.

In particolare, nel corso del vertice che si è tenuto a margine del più ampio meeting tra il ministro e i governatori delle Regioni italiane, De Luca ha ribadito al ministro uno dei temi che più gli stanno a cuore, ovvero la rimozione del commissario alla sanità e la restituzione a Palazzo Santa Lucia delle piene attribuzioni in materia. La misura, che lo stesso Presidente ha auspicato già per l’inizio del 2017, consentirebbe a nuovi manager di entrare finalmente in una piena funzionalità, in modo da attuare piani precisi e in parte già stabiliti: con un occhio alla sostenibilità finanziaria del servizio, vero tallone d’achille della passata gestione ordinaria del settore e tra le cause determinanti dell’approdo di Joseph Polimeni alla carica di commissario straordinario di governo, si andrebbe a intervenire sulle diverse sofferenze della sanità campana, imponendo però stavolta standard di controllo più elevati nei confronti soprattutto dei dirigenti. In effetti, in conformità con un protocollo che sarà presto operativo in tutta Italia, si prevede la creazione di un Osservatorio Permanente che si occupi dell’applicazione di normative gestionali più stringenti rispetto al passato: una svolta, questa verso il rigore delle gestioni sanitarie e dei controlli amministrativi, che De Luca sembra aver sposato in pieno e con determinazione, proprio nell’auspicio che ciò sblocchi con maggiore velocità la questione del commissario.

Del resto, non è un mistero che, da quando il commissario Polimeni si è insediato, i rapporti tra quest’ultimo e De Luca non siano mai stati particolarmente idilliaci: De Luca è arrivato a chiederne più volte, e con una certa fermezza e ruvidezza nei toni, la rimozione, denunciando totale mancanza di sintonia col funzionario di origine toscana. Per la verità, nemmeno i rapporti col ministro Lorenzin sono stati sempre facili: sono di pochi giorni fa le polemiche di De Luca contro il “Fertility Day” promosso dalla titolare del dicastero, con la denuncia della <<Campania penalizzata nel riparto del fondo sanitario nazionale perché Regione ‘più giovane’ d’Italia>> in un tweet battuto dall’account del Presidente della Regione.

In realtà, De Luca ha dovuto necessariamente riavvicinarsi al Ministero a causa dello stato di crisi permanente in cui versa la sanità campana: la questione centrale è sempre quella dei fondi che non ci sono e che penalizzano l’erogazione di servizi e prestazioni di ogni genere. La situazione è talmente drammatica che le politiche di De Luca sono finite nel mirino dell’opposizione guidata dall’ex presidente Caldoro: <<Qualcuno, in maniera superficiale, diceva di aver risolto e, invece, la situazione è sempre più allarmante (…) Il caos barelle e le prestazioni non erogate colpiscono di più (…) ma c’è un’altra beffa. Parlo dei finanziamenti (…) negli ultimi anni perdiamo risorse (…)., nessuno ha perso risorse come la Campania (…) non sono calcoli ragionieristici. Queste risorse sono prestazioni da erogare, macchinari da acquistare>>, accusa Caldoro dal suo profilo Facebook. La replica di Palazzo Santa Lucia, in una nota, intende comunque trasmettere serenità: <<Le risorse risultano insufficienti e non si parte dalla reale analisi del fabbisogno. Incontrerò tutti e lavorerò – prosegue De Luca – nei prossimi giorni per trovare le risorse necessarie, per valorizzare le tante eccellenze che esistono nel settore, e per bonificare il settore da parassitismi e inefficienze. Impegnerò i direttori generali delle Asl a presentare al Commissario un quadro aggiornato di esigenze economiche aggiuntive per risolvere, sulla base di una valutazione dei fabbisogni, i rapporti con il privato accreditato>>.

Non solo risorse, però: i problemi derivano anche da una certa incertezza nell’ufficializzare le nomine dei manager di alcuni nosocomi prestigiosi, pur essendo questi dei fiori all’occhiello del disastrato sistema campano. È il caso dell’ospedale “Pascale”, storica eccellenza nel settore oncologico, che però da settimane vive col fiato sospeso per la mancata nomina del nuovo manager e degli altri dirigenti passati ad altri incarichi: qui da due anni lavora soltanto il commissario Lodato e gli effetti negativi sul funzionamento della struttura si vedono, con la fuga di pazienti, le lunghissime liste d’attesa e gli infermieri insufficienti che rappresentano i picchi negativi di una situazione ormai insostenibile. Eppure, nei giorni scorsi era filtrata la notizia di una convergenza tra De Luca, che ha il potere di nomina dei dirigenti, e il Ministro Lorenzin sulla figura di Ernesto Esposito, ex direttore generale dell’Asl Napoli 1. Tuttavia, fino ad oggi, ancora nulla di fatto. Si spera che almeno sul tema della rimozione del commissariamento il dialogo tra Regione e Ministero avrà miglior fortuna.

Ludovico Maremonti

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