Appalti in cambio di denaro e favori, a Caserta 20 arresti “eccellenti”

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Assegnazione illecita di appalti nel settore dei rifiuti e corruzione. È con queste accuse che la guardia di finanza e i carabinieri hanno eseguito 20 arresti nel casertano. Tra questi figurano noti esponenti politici ed imprenditori.

Era da più di un anno che la procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone, stava portando avanti un’inchiesta in merito all’assegnazione di appalti milionari del settore dei rifiuti ad imprese “amiche” in cambio di denaro e di una serie di “utilità” illecite.

Oggi, 12 settembre 2016, arriva la conferma.  In una nota esplicativa, la procura dichiara:

“In data odierna oltre 150 militari della guardia di finanza e dei carabinieri, hanno dato esecuzione a 20 ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P  del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di pubblici funzionari e noti imprenditori operanti nella provincia di Caserta. In particolare […] l’indagine ha portato all’emissione di 13 ordinanze applicative di custodia in carcere e 7 ordinanze applicative della misura cautelare degli arresti domiciliari.”

Angelo Di Costanzo
Angelo Di Costanzo, Presidente della provincia di Caserta

La procura ha svelato un vero e proprio sistema criminale, un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta che coinvolge Angelo Di Costanzo, esponente di Forza Italia, presidente della Provincia di Caserta nonché sindaco di Alvignano. Arrestato anche Vincenzo Cappellosindaco di Piedimonte Matese (in quota Pd) e l’ex sindaco di Casagiove, Elpidio Russo.

In carcere oltre a Di Costanzo, anche l’assessore all’ambiente di Alvignano, Luigi Simone Giannetti, il presidente del consorzio Sannio Alifano Pietro Antonio Cappella e l’imprenditore Luigi Imperadore titolare della ditta “Termoretti“.

Dalle indagini condotte è emerso che gli indagati avrebbero ottenuto l’assunzione di amici e parenti, oltre a buoni benzina, auto di lusso e altri regali, in cambio dell’assegnazione degli appalti al Gruppo Termotetti, una ditta della zona che si identifica nella persona di Luigi Imperadore e che si occupa dello smaltimento dei rifiuti.

La procura inoltre ha svelato un’altra società del gruppo, il Consorzio stabile Sannio appalti, che attraverso le medesime modalità illegali si è aggiudicata l’appalto di lavori presso il Consorzio di bonifica del Sannio Alifano, diretto da Cappella Pietro Andrea. In particolare, ciò che è emerso è un complesso meccanismo fraudolento fondato sull’accordo illecito tra Luigi Imperadore e i vari sindaci, funzionari pubblici e assessori che vantando la loro posizione ricoperta nell’ambito delle pubbliche amministrazioni interessate sono riusciti a pilotare l’aggiudicazione di molteplici appalti a vantaggio del gruppo Termotetti in cambio di denaro e altre utilità illecite.

Collusione e corruzione, queste sono le due parole che meglio possono esprimere il giro di attività illecite messo in piedi nel casertano.

In carcere oltre a Di Costanzo e ai sopracitati, gli imprenditori Francesco Raucci, Francesco Iavazzi, Luciano Sorbo, Pietro Terreri, Gaetano Russo, Antonio Manca, Ernesto Palermiti e Vincenzo Mario Franco. Ai domiciliari finiscono Antonella Tedesco, Giuseppe Simonetti, Elpidio Russo, Giuseppe Imperatore, Fabio Menditto, Gennaro D’Onofrio e Domenico Marra.

Nelle prossime ore è prevista una conferenza stampa della procura in merito alla vicenda.

Federica Pia Mendicino

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