Clan Mallardo, truffa all’INPS di 9 milioni di euro

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Napoli – 9 milioni di euro, è la cifra che il clan Mallardo ha sottratto all’Inps. Il gruppo camorristico dell’area nord di Napoli, che si impone soprattutto nella zona di Giugliano, ha escogitato un vantaggioso piano per far sì che sia lo Stato a pagare lo stipendio degli affiliati. 

Ma il sistema utilizzato dal clan non è di certo una novità, ma un’eredità lasciata al gruppo camorristico dal defunto boss Feliciano Mallardo. Già in passato, infatti, ‘o Sfregiato aveva garantito la concessione di pensioni di invalidità al posto delle “mesate” normalmente dovute dal clan ai propri affiliati. Un espediente usato per coprire un costo notevole che gravava sulle casse della cosca. In pratica erano lo Stato e il contribuente giuglianese a finanziare la camorra.

I nomi legati al clan dei Mallardo figuravano come invalidi a cui per anni l’Inps ha indebitamente versato le pensioni di invalidità, raggiungendo, tra tutti, una quota di 9 milioni versati nelle tasche degli affiliati al clan. 

86 le persone coinvolte che, ovviamente, oltre a non avere nessuna grave patologia certificata, non erano mai state sottoposte ad alcuna visita medica propedeutica al riconoscimento dei benefici economici da parte delle competenti commissioni mediche.

Ebbene, chi ne ha diritto riesce a stento a percepire la pensione che gli spetta, ma per gli 86 affiliati al clan Mallardo non è mai saltata una “mesata”. 

A scoprire il sistema è stata la Guardia di Finanza di Napoli che è proceduta nei confronti del gruppo camorristico: degli 86 coinvolti, 33 sono finiti agli arresti domiciliari e ad altri 53 sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia. Inoltre a tutti sono stati confiscati i beni per cifre pari a quelle che avevano indebitamente ricevuto

Le indagini dei finanzieri, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno fatto emergere altri nomi oltre a quelli noti nelle fila camorriste; si tratta di tre funzionari del Comune di Giugliano di Napoli che provvedevano a far sì che più di un centinaio di affiliati ricevesse periodicamente lo “stipendio dovuto”.  

Lucia Ciruzzi 

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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