Piacenza, operaio egiziano ucciso durante una manifestazione

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Alle 23.45 di ieri sera Abd Elsalam Ahmed Eldanf, operaio egiziano di 53 anni padre di cinque figli, è stato travolto da un tir mentre stava partecipando con i colleghi a un picchetto organizzato dal sindacato di base USB fuori dalla Seam, azienda di logistica piacentina in appalto della Gls, in occasione del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato.

Secondo la ricostruzione dei presenti l’autista del camion, un 43enne italiano, avrebbe cercato di sfondare il blocco investendo la vittima e ferendo un facchino. I manifestanti, dopo l’accaduto, avrebbero tentato il linciaggio del conducente, ma gli agenti delle volanti, che hanno assistito alla scena, lo hanno immediatamente caricato in auto e portato in questura, mentre sul posto arrivavano i soccorsi del 118. I sanitari hanno tentato le manovre di rianimazione, ma l’uomo, padre di cinque figli, è deceduto sul posto.

La notizia è diffusa poche ore dopo l’accaduto dal sindacato Usb, al quale apparteneva l’operaio ucciso.‘Abbiamo incontrato i responsabili della Gls, insieme agli agenti della Digos, per discutere della stabilizzazione di 13 contratti a tempo determinato, quando hanno rinnegato gli impegni presi abbiamo deciso per lo sciopero e per il blocco. Ci stavamo accingendo a protestare e la situazione era tranquilla, poi la tragedia. La vittima si chiamava Abd Elsalam Ahmed Eldanf ed era padre di cinque figli. Pur non essendo un precario lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte, tra l’Usb e la Seam costantemente messi in discussione dall’azienda. Non si può morire così, non si può perdere la vita per difendere i propri diritti.” ha riferito in una nota il sindacato.

Il sindacalista Riccardo Germani presente alla manifestazione ha raccontato: ”Il conducente del camion che ha travolto e ucciso il nostro lavoratore e’ stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. Gli urlavano ‘parti, vai!’ e quello e’ partito investendo il nostro aderente”.

Di ben altro tenore il capo della procura di Piacenza Salvatore Cappelleri. Secondo il pm al momento dell’incidente non c’era nessuna protesta: ”Quando il Tir è uscito dalla ditta, dopo le regolari operazioni di carico, ha effettuato una manovra di svolta a destra. Inoltre escludiamo categoricamente che qualche preposto della Gls abbia incitato l’autista a partire. Davanti ai cancelli in quel momento non vi era alcuna manifestazione di protesta o alcun blocco da parte degli operai, che erano ancora in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra la rappresentanza sindacale e l’azienda. Allo stato attuale delle indagini riteniamo che l’autista non si sia accorto di aver investito l’uomo che è stato visto correre da solo incontro al camion che stava facendo manovra. Per questo si è deciso di rilasciare l’autista che, tra l’altro, è anche risultato negativo ai test di accertamento per le sostanze stupefacenti e l’alcol”.

Al momento la dinamica non è ancora chiara. In attesa di ulteriori accertamenti l’azienda è stata chiusa. Il camionista, colpevole della morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf è stato trattenuto in questura tutta la notte ed è stato interrogato dal sostituto procuratore Emilio Pisante. La polizia ha ascoltato decine di testimonianze, visionato i filmati delle telecamere di sorveglianza e quelli girati dai presenti con i cellulari. La situazione è decisamente tesa.

Vincenzo Nicoletti

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