Se c’è una cosa che rende i tumori la più grande sfida che dobbiamo affrontare è l’estrema varietà di fattori che possono causarli. Che si tratti di HPV, fattori ambientali, genetici o altro la ricerca di una cura rimane una lunga strada in salita.

Ogni giorno proviamo ad appianare, a passettini millimetrici, quella strada ed oggi, con la presentazione di un nuovo e rivoluzionario vaccino contro l’HPV, segnamo un punto davvero importante.

Ma perché l’HPV? Il papilloma virus è il responsabile dell’insorgenza del tumore della cervice uterina nonché primo imputato di patologie analoghe a carico, oltre che degli organi genitali, anche del cavo orale.

HPV è un virus facilmente trasmissibile e che, purtroppo, riguarda tutta la sfera della sessualità in quanto può essere contratto non solo in conseguenza di rapporti non protetti ma anche tramite il sesso orale, sia dalle donne che dagli uomini.

I numeri che lo riguardano sono piuttosto massicci. Il virus HPV è presente nel 30/40% della popolazione mondiale e su 40.000 donne portatrici, 8 svilupperanno il tumore della cervice uterina.

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Anche riguardo questo patogeno è circolata una mole notevole di informazioni più o meno discutibili, come ad esempio il fatto che l’infezione da HPV possa essere prevenuta utilizzando prima di un rapporto i normali prodotti per la disinfezione delle mani. Informazione tuttavia da poco smentita da uno studio della Brigham Young University pubblicato sul “Journal of Antimicrobial Chemotherapy”.

La situazione è molto più complessa nella realtà e per questo motivo sono stati necessari anni di studi incrociati per mettere a punto un vaccino polivalente che potesse essere usato anche dagli uomini.

Nello specifico il vaccino, presentato a Torino nell’ambito dell’ European College for the study of vulval disease, è nonavalente, ovvero attivo contro nove varianti dell’HPV e dal 2017 verrà indirizzato anche ai soggetti maschi, dai 9 anni in su.

L’obiettivo, ambizioso ma realistico, è prevenire l’infezione da virus HPV andando di conseguenza ad agire pesantemente sullo sviluppo dei tumori ad esso correlati.

Una battaglia quindi combattuta coi mezzi più efficaci che abbiamo, quelli che riguardano l’eradicazione delle cause e che molto probabilmente saranno gli stessi che alla fine ci permetteranno di vincere la guerra.

Oggi però combattere l’HPV e le patologie che lo riguardano non significa soltanto agire nell’ambito della prevenzione e della farmacologia.

Un’ampia fetta di questo argomento è infatti legata strettamente all’ambito della corretta informazione e, soprattutto, dell’educazione sessuale. Conoscere i rischi correlati all’attività sessuale, elemento fondamentale della vita di ognuno di noi, significa principalmente poter vivere la propria intimità in maniera libera e sicura.

Si tratta di un elemento troppo importante nella vita di uomini e donne che va inserito nel percorso educativo prima possibile superando di slancio polemiche e visioni retrogrado/medievali del mondo, costi quel che costi.

Spesso di delega tutto quanto alla ricerca, alla scienza in generale. Altrettanto spesso ci si rende conto che questa non sempre può camminare da sola, che si tratti di HPV o altro, ma che può crescere solo se di pari passi con una educazione moderna, corretta e consapevole.

Mauro Presciutti

 

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell'ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall'innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.