Mario Volpe con ‘L’anno del dragone’ a Iocisto

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mario volpe

Mario Volpe torna a riproporre il suo libro “L’anno del dragone” al vasto pubblico napoletano.

Questa volta la presentazione ha avuto luogo nella dinamica e suggestiva libreria Iocisto nel cuore pulsante del Vomero, in una piccola saletta in cui i libri la facevano da padrone, avvolgendo tutti i partecipanti nel loro caldo abbraccio. La presentazione è stata un’immersione nella cultura a tutti gli effetti: non solo mura di libri ma intermezzi musicali, che, messi in scena dai ragazzi del liceo Torricelli, hanno reso ancor più lieto l’evento; insomma, una vera e propria commistione di arti e di generazioni.

l'anno del dragone

La parola è andata subito a Mario Volpe che ha introdotto il suo romanzo, risultato di un lungo viaggio intrapreso dall’autore ai nostri “confini del mondo” o, per essere più geograficamente precisi, in Oriente e, in particolar modo, in Cina.

“Siamo qui per raccontare una storia lunga trent’anni — esordisce Mario — la storia di una Cina in continuo progresso, la storia di un padre e di un figlio e della relazione che intercorre tra queste due generazioni, così vicine eppur così lontane.”

Nel libro domina la figura del padre di Mario, deceduto da anni e motivo per il quale il figlio ha deciso di pubblicare il libro; gli altri temi che affiorano nel testo con una certa forza sono il ricordo, su cui Mario si basa per scrivere la storia del suo viaggio, gli aneddoti e le esperienze che hanno segnato quei lunghi anni in Oriente, e proprio il viaggio, appunto, senza il quale Mario probabilmente non avrebbe avuto la possibilità di conoscere così bene suo padre ed anche un po’ meglio sé stesso.

La parola poi è passata ai giovanissimi relatori del liceo Torricelli. Si è sottolineato più volte durante la presentazione quanto sia importante riuscire a coinvolgere i giovani in esperienze così formative ed interessanti come queste. E proprio gli studenti hanno affermato:

“Nel libro si sente una forte devozione verso i ricordi, inoltre vi è una rispettosa sensibilità per la Cina, mondo così lontano ed estraneo per noi che conosciamo solo grazie ai clichè e ai luoghi comuni. Una grande analisi del mondo Orientale e delle attività commerciali di quel paese che per noi altro non sono che una nuova America tutta da scoprire e da sfruttare. Ci invade poi, in alcuni punti del libro, la tenerezza dei momenti col padre, contrastato ma, in fine, erto su un vero e proprio piedistallo.”

l'anno del dragone

L’autore poi ha risposto ad alcune nostre curiosità:

Che significato ha il Dragone che compare da subito nel titolo del libro?

Il Dragone, nella cultura occidentale, è una creatura da temere e distruggere. In quella orientale invece è venerato e ammirato, è associato al bene (lo Yang) e mio padre è il mio dragone, determinato e forte, anche nella sua battaglia contro la malattia. Dal principio del libro, quando il mio viaggio in Oriente ha inizio, mi libero del “dragone europeo”, nella mitologia occidentale sempre combattuto, per far posto al “dragone orientale”.

Che differenze ha trovato tra la vita in Oriente e quella qui, in Occidente?

Bisogna dire che io lì ho vissuto da occidentale. Tutti i comfort di cui avevo bisogno erano a mia disposizione, ma è quando ti allontani dalla città e passi per le campagne che ti rendi davvero conto di com’è la vita lì. Non hanno internet, molte cose che per noi sono la normalità lì sono vietate (Facebook, Youtube), è un paese povero ma assolutamente in via di sviluppo. Invito sempre a viaggiare, a vedere, soprattutto ai giovani, per rendersi conto delle diverse e più difficili realtà che esistono al mondo perché, diciamocelo, noi europei siamo molto fortunati.

Alla fine della presentazione de “L’anno del dragone” Mario Volpe ha poi tenuto a precisare che il ricavato delle vendite del libro nella libreria Iocisto andrà interamente devoluto alla libreria stessa, protagonista di moltissime iniziative ed eventi.

Daniela Diodato

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