L’Unisa tra le migliori 500 università del mondo, ma è davvero così?

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L’Università degli studi di Salerno è tra le prime cinquecento secondo la classifica accademica delle università mondiali (Academic Ranking of World Universities – ARWU) del 2016.

Stilata ed elaborata ogni anno dall’Istituto di Shanghai, la classifica prende in esame 1200 università di tutto il mondo in base ad alcuni criteri a cui vengono attribuiti dei valori percentuali specifici. L’Academic Ranking redatta dall’Università Jiao Tong, insieme alla Times Higher Education World University Rankings è una delle più note e valide al mondo proprio perché considerata una classifica obiettiva in quanto formulata con una metodologia coerente. Tra gli indicatori che quest’ultima prende in analisi possiamo citare: i premi Nobel e  le medaglie Fields ottenute da studenti e corpo accademico, il numero di articoli e pubblicazioni accademiche, il numero di citazioni.

Per la prima volta quindi tra le 500 migliori università del mondo compare anche un’istituzione accademica del Sud Italia, mentre tra le prime 200 possiamo trovare altre università italiane come La Sapienza di Roma e l’università di Padova e tra le prime 300 invece ci sono il Politecnico di Milano e le università di Bologna, Firenze, Pisa.

Un buon risultato per l’università pubblica italiana, nonostante il cronico e continuo definanziamento che ogni anno la colpisce e nonostante le scelte economiche da parte dello Stato che vi destina solo lo 0,42% del Pil nazionale.

Una situazione drammatica quella attuale che accomuna insegnanti, ricercatori e studenti. Una delle ultime questioni a tal proposito ha riguardato proprio ricercatori ed insegnanti (con conseguenti ripercussioni anche sugli studenti): molti dei quali infatti hanno protestato contro la VQR (Valutazione Qualità della Ricerca) che secondo la dirigenza politica andrebbe ad avvantaggiare la trasparenza dei meriti, ma che in realtà alimenta un sistema malato che non contribuisce affatto a migliorare il diritto allo studio e la qualità della didattica, e che anzi porta le università a ricevere sempre meno fondi perché non in linea con i parametri ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).

università

Una condizione comune a tutte le istituzioni accademiche nazionali, anche all’Università di Salerno che nonostante tutte le onorificenze ricevute nell’ultimo periodo ancora non ha un piano di investimenti adeguato a garantire a tutti i suoi studenti un diritto allo studio valido.

Malgrado le difficoltà del sistema accademico però, la classifica dell’ARWU ci ha dimostrato che l’università italiana ha tanto da offrire: proviamo a pensare a cosa sarebbe in grado di fare con i giusti investimenti.

Federica Ruggiero

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Studentessa di Scienze della Comunicazione (Editoria) all’Università degli studi di Salerno, 21 anni. Membro di Link Fisciano e Rete della Conoscenza. Ancora non so cosa fare e chi diventare, quindi per ora mi limito a provare e ad iniziare a conoscere le cose che mi interessano e mi fanno stare bene: fotografia, libri, giornalismo, musica, grafica, politica, volontariato, arte, cultura. Di recente, ho scoperto che amo volare.

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