In un periodo come questo dove i nazionalismi ritornano ad avere un peso anche a livello europeo, dove le popolazioni sentono sempre più lontana l’idea di Unione Europea vedendo quella di oggi come una grande organizzazione burocratica che rallenta le singole economie piuttosto che facilitarle, diventa sempre più urgente “ristrutturare” l’Unione, ed un buon punto di partenza secondo l’Eurostat, potrebbe essere l’energia.

Infatti in questi giorni l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) ha pubblicato un rapporto riguardante l’energia dividendo il rendiconto in tre voci che andremo a vedere soffermandoci in particolar modo sul nostro Paese in confronto alle altre nazioni europee:

Che tipo di energia è disponibile nell’UE?
«L’energia disponibile nell’Unione Europea viene prodotta nella UE e dalle importazioni di energia dai paesi terzi. Nel 2014, l’UE ha prodotto circa un terzo (35%) della propria energia, mentre circa due terzi (65%) sono stati importati». Questo ci dice l’Eurostat come introduzione alla risposta nel titolo dalla quale risulta che l’Italia se la cavi piuttosto bene in termini di contributi. Di fatto il nostro Paese risulta sotto la media europea solo nel caso della produzione di combustibili fossili (oltre al nucleare che non produciamo) con un 8,7%, mentre si classifica addirittura secondo dopo i Paesi Bassi in termini di produzione di gas naturali (33,6% ). Riguardo alle energie rinnovabili ci classifichiamo undicesimi (17,6%) e non ci distinguiamo in termini di prodotti petroliferi in classifica nonostante sia la nostra maggiore produzione (37%).

Che tipo di energia è disponibile nell’UE?
Riguardo al consumo di energia invece l’Italia, secondo l’Eurostat, consuma il più dei casi meno della maggioranza europea: solo nel caso dei gas naturali, che consumiamo per il 27,4%, risultaimo superiori alla media europea che è del 21,6%. Per il resto, il tipo di energia che consumiamo di più sono i derivati del petrolio (39,1%), seguiti dai gas naturali e dall’elettricità (21,4%). Usiamo poi energie rinnovabili (6,6%), calore derivato (3,3%), e combustibili solidi (2%) in minor parte.

Che tipo di energia consumiamo?
In questa ultima parte l’Eurostat non dà tanta importanza ai singoli Stati membri ma spiega come e da cosa l’Unione Europea produca le energie rinnovabili. Le statistiche europee ci dicono quindi che il 63% delle energie rinnovabili prodotte è ottenuta bruciando legno, biogas, bio diesel. Il 16% è ottenuto dall’energia idroelettrica, mentre l’11% viene dall’energia eolica. Il 6% proviene dall’energia solare, e il 3% dall’energia geotermica. La previsione e gli sforzi dell’Unione puntano al consumo del 20% di energie rinnovabili sull’utilizzo energetico totale entro il 2020.

Federico Rossi

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