Il cielo e il righello

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Il Governo del  “facite ammuina” ha in animo grandi rivoluzioni nel mondo della scuola. Dopo il concorso per soli abilitati con percentuali da brivido di bocciati agli scritti (con qualche domanda del tipo: “ma quindi bocciamo anche il MIUR e le Università che li hanno abilitati?”) ora siamo alle grandi manovre di rottamazione del vecchio.

Le novità riguardano l’esame di Stato delle superiori e la valutazione nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Per ora tralasciamo le “novità” per i grandi e occupiamoci dei piccolini per così dire. E’ annunciata una novità risolutiva e cioè l’addio ai numeri nella valutazioni. Niente più sei, quattro  nove, sono cose del passato ed occorre rottamarle. I numeri li sostituiranno con le lettere A, B, C …., cose da americani.

Il sistema scolastico americano adotta le lettere e noi vogliamo esser da meno? Non sia mai! Già abbiamo fatto la brutta copia della Germania con la ASL (no, la sanità non c’entra, magari quella mentale dei decisori sì), la sigla sta per l’alternanza scuola-lavoro per finta, con le imprese simulate tipo il videogioco Sim City, ora faremo la brutta copia degli Stati Uniti con le A (per i “buoni”) e le F (per i “cattivi”).

Chissà, però, se chi propone il cambiamento conosce lo sviluppo degli indicatori della valutazione nel nostro paese. A giudicare dagli interventi dei decisori politici fin qui letti pare che il problema non sia quello di decidere a cosa serve valutare gli studenti. No, il problema è del cielo e del righello. E che cos’è questo fondamentale problema pedagogico? Più che un problema pedagogico, in realtà, questo del cielo e del righello è uno slogan. Insieme con  quell’altra modernità che sono le slides sono la risoluzione dei nostri problemi.

Lo slogan è questo “usare i numeri per la valutazione è come misurare il cielo con un righello”. Frase più o meno testuale utilizzata per propagandare il cambiamento che avviene da qualche annetto di distanza dal cambiamento di prima quando la quasi omonima dell’attuale Ministro Giannini riportò i numeri sostituendo gli aggettivi (sufficiente, buono…)  che si usavano prima dopo aver abbandonato i numeri.

Corsi e ricorsi storici nel cambiamento del ”facite ammuina”. ”Misurare il cielo col righello”: buono come slogan, del resto l’autrice si è sempre occupata di marketing e comunicazione. Insomma si tratta di marketing, come vendere un prodotto pessimo chiamato però “Buona scuola” e far finta di aver affrontato e risolto, con l’ennesima riforma epocale (la terminologia è gelminiana ma pure gianniniana) i problemi della scuola italiana.

L’autrice dello slogan, lo ripeto, è un’esperta di marketing e comunicazione (lo dice il suo cv http://www.francescapuglisi.it/chi-sono/)  che, però, oggi si occupa di scuola anzi è, più precisamente, la responsabile scuola del PD, Francesca Puglisi.

Un’esperta di marketing e comunicazione che fa la responsabile scuola? Embè che c’è di strano? Niente, per carità, però visto che ho fatto il militare di leva vorrei candidarmi a prossimo Ministro o almeno sottosegretario alla Difesa. Perché in fondo il decisore politico mica deve essere un esperto del settore su cui opera. In fondo anche per il PD uno vale uno. Pardon, sto sbagliando una “A” vale una “F”. Così mi adeguo al nuovo e non mi rottamano.

@francolabella1

Franco Labella

 

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Insegno una cosa in via di estinzione e pure poco diffusa nel paese: il Diritto. Oltre che insegnare, da dieci anno scrivo di scuola: è una magnifica ossessione che ha avuto ed ha come scenario sia siti scolastici (Tecnica della Scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Retescuole) che non (ilSussidiario.net e soprattutto l’Unità on line ma (non è superfluo scriverlo) in era prerenziana). Nella Rete navigo abbastanza da aver creato, on line, un vasto gruppo di docenti di tutta Italia in lotta da qualche anno, il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia. È nato perché pensiamo che conoscere il Diritto sia importante per liberi cittadini che vogliono contare e decidere. Siamo sopravvissuti, lottando, alla Gelmini che ha eliminato lo studio del Diritto nelle scuole superiori italiane. Sopravviveremo, lottando, a Renzi e alla Giannini che pure loro il Diritto nelle scuole non lo vogliono. Le cose che scrivo, però, coinvolgono solo me. Ora approdo qui dove ho trovato anche persone amiche. Luca, ad esempio, un mio ex allievo che è stata la molla che mi ha portato a “Facite ammuina”, il blog con quale proverò ad ammorbarvi…

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