Assad accusa gli Stati Uniti e annuncia il prosieguo della guerra in Siria

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Assad

«La guerra continuerà». Sono queste le parole espresse da Bashar al-Assad, presidente della Siria.

Dichiarazioni che possono essere solo il preludio di uno scenario bellico ancora più disastroso di quanto non sia ora e che possono solo risuonare, come eco, nel quasi vuoto paese siriano, segnato da innumerevoli atti di guerra.

In occasione di un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Associated Press il 21 settembre, Assad ha chiarito la sua opinione in merito agli ultimi fatti accaduti in Siria. Secondo il presidente, il raid aereo che ha colpito le truppe siriane presso l’aereoporto di Deir ez-Zor è stato un atto intenzionale: «Non si è trattato dell’episodio isolato di un unico aereo, ma di quattro velivoli che hanno continuato a colpire la posizione dell’esercito siriano per quasi un’oraimmediatamente dopo i miliziani dell’Isis hanno attaccato. Come potevano sapere che gli americani avrebbero attaccato quella postazione?» ha difatti dichiarato Assad, avanzando l’idea di una collaborazione tra Stati Uniti e Stato Islamico.

Ancora in riferimento agli Stati Uniti ha svelato come a suo avviso da parte di Washington non ci sia nessuna disponibilità a cooperare con la Russia per combattere i ribelli e che siano stati gli USA a far decadere il patto con la Russia siglato il 9 settembre, dichiarando: «Non credo che gli Usa siano pronti ad unirsi alla Russia nel combattere i terroristi in Siria».

Inoltre, ha negato qualsiasi coinvolgimento  in merito al bombardamento del convoglio umanitario colpito nei pressi di Aleppo, dichiarando che «Non è mai successo prima, perche sarebbe dovuto succedere adesso?», aggiungendo: «Qualunque cosa dicano i funzionari americani riguardo il conflitto in Siria non ha nessuna credibilità, sono solo menzogne». Assad ha poi proseguito chiarendo che «Quei convogli erano dell’area miliziani, nell’area sotto il controllo dei terroristi e loro sono quelli che dovrebbero accusare», specificando che «erano loro i responsabili della sicurezza di quel convoglio. Noi non abbiamo idea di cosa sia successo».

Le Nazioni Unite hanno annunciato una nuova missione tesa a portare aiuti umanitari destinati alla popolazione sotto assedio. Infatti, il portavoce dell’ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari umanitari, Jens Laerke, ha confermato la ripresa dei preparativi per la consegna di aiuti umanitari.

Vincenzo Molinari

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Definirsi, delineando i propri confini, è una delle cose più difficili al mondo. Parlerei per ore di svariati temi, ma avere una visione soggettiva di me stesso mi reca alcune complessità. Le uniche cose che so di sicuro sono che ho 19 anni, un metro e settantacinque, capelli scuri, occhi scuri e occhiali; diplomato e aspirante universitario, perennemente critico e relativamente ottimista.

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