Esclusiva LP: intervista agli Stolen Apple

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Trenches è il nuovo disco degli Stolen Apple prodotto a Firenze, in collaborazione con Rock Bottom Records, uscito proprio questo mese con circa 12 tracce per un totale di 50:05:17 minuti. Tale band si è formata a Firenze nel 2008 dalle ceneri dei Nest e i componenti sono: Riccardo Dugini (voce e chitarre), Luca Petrarchi (voce, chitarre, mellotron, organo e synth), Massimiliano Zatini (voce, basso e armonica) ed Alessandro Pagani (voce, batteria, piano e percussioni).

In occasione dell’uscita del disco abbiamo fatto qualche domanda alla voce della band. Di seguito l’intervista.

Come è nata la tua passione per la musica? parlo al singolare ma puoi rispondermi anche al plurale raccontando anche delle altre persone della band…
Per ciò che mi riguarda, mio padre è stato compositore e pianista, mia sorella cantante, io ho iniziato a suonare in modo naturale in famiglia quasi come ‘prosecuzione artistica’. Parlando a nome della band, in ogni caso, come tutti gli amori, è difficile dire da dove arrivano. All’inizio per puro istinto e auto-identificazione, successivamente per il messaggio di universalità che trasmette, perchè davvero la musica accomuna meglio di qualsiasi altra cosa, forse anche più dello sport. In ultimo è sopravvenuta anche la fascinazione per le regole di teoria musicale che permettono di espandere il lato artistico della propria esperienza, ma era troppo tardi per impararle bene…

Cosa accomuna, oltre la musica, tutti voi membri della Stolen Apple?
L’ironia, l’amicizia, la squadra di casa (fiorentina), i boschi, un certo dolore di fondo (da cui nasce l’ironia), l’auto-parodia che ci porta a sorridere in ogni situazione, anche nelle piu’ difficoltose.

Il nome della band è stato scelto di comune accordo? Quali sono state le vostre impressioni al riguardo?
Ci è capitato di guardare il recital di Marco Paolini “Ausmerzen” sul programma di eliminazione degli individui non autosufficienti creato dai nazisti, e di rimanere colpiti dalla storia di Ernst Lossa, giustiziato anticipatamente a soli 12 anni perchè i suoi furti di mele – che poi regalava agli altri internati – incoraggiavano alla resistenza e alla speranza. Da qui il nome mela rubata, Stolen Apple. La storia è triste, ma il messaggio lasciato da quel bambino rimarrà sempre impresso sul muro della della libertà.

Cosa consigliereste ai giovani amanti della musica che provano ad intraprendere il vostro stesso percorso?
Sognate, ad occhi chiusi o aperti, con l’obiettivo di realizzare i vostri ideali sempre e comunque, siano nel campo musicale e non. E di non affidarvi a clichè, mode o fugaci tendenze del momento. Essere sempre voi stessi vi porterà a capire e a mettere in atto le vostre passioni con più determinazione, ricordando sempre che la musica è anche disciplina, e non solo divertimento.

Come vivete questa esperienza musicale? siete soddisfatti di ciò che avete creato o c’è qualcosa che ad oggi cambiereste?
Crediamo che le nostre esperienze individuali confluiscano necessariamente e naturalmente nella sonorità che ascoltate sul disco, come corsi d’acqua nella stessa foce. La musica è anche e soprattutto una combinazione di fattori umani, in particolare per quelli come noi, che non ne conoscono molto la teoria ma sicuramente l’attitudine. detto questo in noi non cambieremmo niente, viceversa nel mondo che ci circonda, anche dal punto di vista musicale, molto. Ma non possiamo dirvi tutto adesso, altrimenti non vi incuriosiamo…

Sabrina Mautone

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