G7, da Caserta a Bari sola andata

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Per ora, l’unica certezza è che il prossimo G7 dei Ministri delle Finanze si terrà a Bari e non a Caserta, nonostante nei giorni scorsi il Presidente della Regione Campania De Luca ed il sindaco del capoluogo Marino avessero trionfalisticamente (e, a questo punto, un po’ avventatamente) ventilato il successo della città della Reggia nella corsa all’aggiudicazione dell’evento.

Per il resto, è tutto un fiume di polemiche che scorre inarrestabile, da quando il Ministro dell’Economia Padoan ha annunciato la scelta della città pugliese come sede dell’evento: è aperta la caccia alle responsabilità politiche e istituzionali che avrebbero determinato la sottrazione a Caserta di un evento come il G7 che, indubbiamente, poteva costituire un’opportunità, un’ipotesi di rilancio per il territorio casertano.

In effetti, il 5 settembre scorso Vincenzo De Luca sembrava abbastanza convinto di quanto stava annunciando: <<Una notizia di straordinaria importanza per il nostro territorio. Siamo di fronte all’evento di carattere internazionale più importante per Caserta dal dopoguerra ad oggi>>, aveva esultato il titolare di Palazzo Santa Lucia, sottolineando peraltro come la cornice unica della Reggia sarebbe stata la più idonea per ospitare le numerose e nutrite delegazioni di politici e giornalisti provenienti da mezzo mondo. Consapevolezza della vittoria che era stata maturata dalle istituzioni locali nel corso di sopralluoghi nelle località storiche, tra cui anche il Belvedere di San Leucio, e nelle strutture alberghiere individuate per ospitare le stesse delegazioni. Eppure, vuoi per ignoranza delle procedure che si avviano in questi casi da parte del Ministero per individuare la location adatta, vuoi per eccesso di fiducia nelle potenzialità del palcoscenico casertano, sia il Presidente della Regione che il sindaco hanno subito una vera doccia fredda, per bocca del consigliere diplomatico del Ministro Padoan Quaroni. Questi, incaricato nei giorni scorsi di dare la brutta notizia (poi ufficializzata martedì da un tweet del Ministro), ha comunicato al sindaco Marino il cambio di programma: non più a Caserta, ma a Bari. Tuttavia, nonostante la furia del primo cittadino (sostenuto da una giunta di centrodestra) e l’incredulità di De Luca, c’è da chiedersi: era davvero in programma e dunque già decisa l’organizzazione del G7 a Caserta?

Secondo quanto dichiarato ieri dal portavoce del Ministero dell’Economia Basso, sarebbero in realtà bastate tre settimane (quelle decorse dal fatidico annuncio di De Luca) per far rendere conto al pool di funzionari incaricati della valutazione delle locations che in realtà Caserta era fondamentalmente inadeguata ad ospitare il G7: <<Caserta era una delle tre o quattro ipotesi che avevamo preso in considerazione – ha precisato Basso – Abbiamo fatto una serie di sopralluoghi in diverse città e ne abbiamo scelta una. E quando l’abbiamo scelta l’abbiamo comunicato. Qualsiasi cosa è stata detta prima non dipende da noi. È solo buon senso tenere riservate certe ipotesi fin quando non diventano decisioni>>; è chiara la stoccata alle istituzioni campane, tradite dal loro stesso eccesso di entusiasmo. Il senso del discorso è a questo punto chiaro: <<Non c’è stato nessuno spostamento da Caserta a Bari, per il semplice fatto che non è mai stata scelta Caserta per ospitare il G7>>.

Peraltro, uno dei motivi del gran rifiuto opposto dal Ministero a Caserta, che avrebbe fatto infuriare il sindaco Marino, sarebbe stata la cattiva vista di cui si sarebbe potuto godere da uno degli alberghi individuati per ospitare le delegazioni: l’idea che alcuni potenti (tra cui, a quanto pare, i delegati cinesi) avrebbero potuto scorgere dalle loro stanze una squallida veduta dell’autostrada avrebbe convinto ulteriormente sull’inadeguatezza della cornice casertana. <<È incredibile – ha commentato il sindaco – Quaroni il 4 settembre mi ha chiamato annunciandomi che la città era stata designata (…) e convocando una riunione operativa per il 7 settembre. Incontro che poi c’è stato (…) Nel pomeriggio c’è stato un sopralluogo nel Belvedere di San Leucio, che ha avuto esito positivo, e negli alberghi (…) A fine giornata ci siamo dati appuntamento alla successiva riunione. E invece, qualche giorno fa, non era più niente vero. Non è possibile che un burocrate possa negare una straordinaria opportunità di sviluppo e di crescita a una città per motivazioni incomprensibili>>. Argomentazioni che appaiono inattaccabili.

E, per la verità, di nuovo il portavoce Basso non le smentisce: <<Purtroppo qui non serve buttare la croce su un hotel o su un altro. Ci sono esigenze di qualità e quantità (…) facciamo riferimento a standard internazionali ai quali questi ospiti sono abituati. Ed è chiaro che se li portiamo in un luogo d’Italia vogliamo che non solo abbiano l’idea delle eccellenze museali (…), ma che possono fare un’esperienza di alloggio adeguata a quegli standard internazionali (…) Caserta non è in grado di offrire una qualità ricettiva così alta>>. Infine, la considerazione che appare decisiva: <<C’è un problema di contesto. La Reggia di Caserta è una struttura meravigliosa. Ma se porti tutti gli ospiti al Belvedere di San Leucio il contesto è un po’ tutto “sgarrupato”. Non si può pensare di far vedere a degli ospiti che sono abituati a un certo tipo di standard (…) tutto lo “sgarrupamento” che purtroppo si vede lì. Questo sarebbe un boomerang per la promozione italiana>>.

Insomma, il punto è che Caserta è degradata; Bari, che <<ha attraversato una fase di riqualificazione urbana e anche sociale>>, sottolinea infine Basso, invece non più. Ed è qui che parte forte la polemica politica. Oltre agli inevitabili scherni all’indirizzo del deluso De Luca (Cesaro, capogruppo regionale di Forza Italia, si sbilancia con tweet al veleno sul <<Governo Renzi, amico della maggioranza>> che <<penalizza la Campania>>), i riflettori vengono puntati sull’Amministrazione Marino: <<La città paga anni di malgoverno e di assenza di una strategia di sviluppo. Se non ci sono le condizioni è giusto che il G7 non si tenga a Caserta>>, ha affermato l’eurodeputato PD Caputo.

Ludovico Maremonti

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