Ora Renzi scopre la Costituzione a scuola

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Referendum Costituzione

D’accordo, è fiorentino e sarà stato allevato a pane e Machiavelli. Ma che il troppo storpia vale pure per lui.

Qualche giorno fa, alla scuola di formazione dei democratici, Renzi ha annunciato un tour di propaganda nelle scuole, lui ha persino specificato “nei Licei”, per il Sì al referendum.

Io spero che nelle scuole non lo fischino e non gli rimproverino nemmeno la c.d. “Buona Scuola”. No, io auspico che gli studenti, anche quelli dei Licei che gli piacciono tanto,  si facciano trovare pronti e preparati.

Non sulla Costituzione, ahimè, perché quella Renzi e la Giannini, come la Gelmini, non gliela fanno studiare. Da quando si è insediata a Viale Trastevere, la Giannini ha sempre risposto picche alla reintroduzione dello studio del Diritto e della Costituzione.

Il suo sottosegretario Faraone non è stato da meno: magari ha inviato le sue collaboratrici anche a convegni dove la richiesta di far studiare la Costituzione l’ho posta direttamente io, anche a nome del Coordinamento nazionale come potete leggere qui:

Insegnanti per la Cittadinanza Europea

Ma si sa i convegni fanno audience, le decisioni sono un’altra cosa.

E dire che al Senato giace una proposta di legge di un senatore proprio del PD, il sen. Roberto Ruta, che prevedeva la reintroduzione dello studio del Diritto.

La leggete qui: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/41452.htm

Che fine ha fatto? Cari studenti italiani chiedetelo a Renzi, Giannini, Faraone, Puglisi e Malpezzi quando vi chiederanno di votare Sì ad un Senato non eletto dai cittadini.

Del resto Gelmini e Giannini lo sapevano e lo sanno: più i cittadini sono consapevoli e più decidono liberamente e non c’è bisogno di scomodare Einaudi per questo.

Quindi altro che competenze di cittadinanza, è meglio che per questo gli studenti italiani siano poco europei. E già, perché pure questo ce lo chiederebbe l’Europa con la Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio del 18 dicembre 2006.

Ma su questo niente Europa, meglio italiani ed ignoranti.

Ora tutto questo penoso insistere, anche da parte dei media, sul fatto che il 4 dicembre la gran parte degli elettori rischia di andare a votare senza essere in grado di entrare nel merito delle questioni sottoposte al loro giudizio diretto, ha tutta l’aria di essere un pieno di lacrime di coccodrillo.

Ed allora auspico che gli studenti abbiano la risposta pronta. Senza slides ma con due cartelli.

Sul primo, il testo dell’art.70 della Costituzione versione Boschi.

Sul secondo una domanda: ma se ci tenete tanto alla Costituzione perché a scuola non ce la fate studiare più?

Franco Labella
@francolabella1

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Insegno una cosa in via di estinzione e pure poco diffusa nel paese: il Diritto. Oltre che insegnare, da dieci anno scrivo di scuola: è una magnifica ossessione che ha avuto ed ha come scenario sia siti scolastici (Tecnica della Scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Retescuole) che non (ilSussidiario.net e soprattutto l’Unità on line ma (non è superfluo scriverlo) in era prerenziana). Nella Rete navigo abbastanza da aver creato, on line, un vasto gruppo di docenti di tutta Italia in lotta da qualche anno, il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia. È nato perché pensiamo che conoscere il Diritto sia importante per liberi cittadini che vogliono contare e decidere. Siamo sopravvissuti, lottando, alla Gelmini che ha eliminato lo studio del Diritto nelle scuole superiori italiane. Sopravviveremo, lottando, a Renzi e alla Giannini che pure loro il Diritto nelle scuole non lo vogliono. Le cose che scrivo, però, coinvolgono solo me. Ora approdo qui dove ho trovato anche persone amiche. Luca, ad esempio, un mio ex allievo che è stata la molla che mi ha portato a “Facite ammuina”, il blog con quale proverò ad ammorbarvi…

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