Intervista a Francesca Picci: ”Il 7 Ottobre in più di 50 piazze in tutta Italia. La Legge 107 è stata un totale fallimento”

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Ormai manca davvero poco alla prima data nazionale di mobilitazione studentesca dell’anno. Il prossimo 7 Ottobre infatti, gli studenti torneranno in oltre 50 piazze in tutta Italia per dire no, ancora una volta, alla Buona Scuola di Renzi.

Per il 7 ottobre, l’Unione degli Studenti ha lanciato manifestazioni territoriali in tutta Italia. Abbiamo ascoltato, la Coordinatrice Nazionale del sindacato studentesco, Francesca Picci, per fare il punto. Di seguito l’intervista:

picci-2Il 7 ottobre, gli studenti scenderanno nuovamente in piazza a poco più di un anno dall’approvazione della Buona Scuola per ribadire la propria contrarietà. Da sempre siete stati contrari, perchè non vi hanno realmente ascoltati?

Sì, il 7 Ottobre saremo in più di 50 piazze in tutta Italia perchè a un anno dall’approvazione della “Buona Scuola” possiamo dire che avevamo ragione. La legge 107 è stata attuata nei nostri istituti, sulla nostra pelle, ed oggi possiamo dichiararne il fallimento. Dai comitati di valutazione introdotti per incrementare la premialità e la competizione nel corpo docente, all’alternanza scuola- lavoro che, come annunciavamo più di un anno fa, con le 200 e 400 ore obbligatorie ha incrementato gli episodi di sfruttamento di manodopera gratuita all’interno delle aziende, peraltro senza alcun tipo di tutela o assicurazione per gli studenti. Non siamo stati ascoltati perchè in migliaia siamo scesi nelle piazze nell’anno 2014-2015 esprimendo una radicale contrarietà a questa Legge, ma il Governo Renzi l’ha approvata con un voto di fiducia scavalcando qualunque opposizione. Quel processo totalmente antidemocratico è stato il banco di prova su cui si è sperimentato l’autoritarismo di questo Governo che non guarda in faccia nessuno e non è disponibile a “retrocedere” neanche di un passo sui provvedimenti che mette in campo. Come studentesse e studenti abbiamo costruito la più grande opposizione sociale alle politiche renziane, come negli anni precedenti contro chi pensa di passare sulle nostre teste. Noi abbiamo un’idea di scuola e di società profondamente diversa e, se non ci danno spazio per esprimerla e praticarla, ce lo prenderemo.

Cosa sta spaventa maggiormente gli studenti di questa riforma?

In base alla nostra recente consultazione studentesca nazionale “Stiamo diritti” (www.stiamodiritti.it), idea nata proprio dopo l’approvazione della riforma, ciò che spaventa di più gli studenti è l’autoritarismo dei presidi e l’alternanza scuola- lavoro. Molti dirigenti scolastici infatti hanno colto l’occasione data dalla riforma per esercitare un accentramento dei poteri che lascia poco spazio alla rappresentanza studentesca, negando l’espressione democratica all’interno delle assemblee e imponendo spesso le proprie decisioni all’interno dei Consigli d’Istituto. Con l’obbligo delle 200 e 400 ore di alternanza scuola-lavoro ci si è ritrovati a partecipare a progetti totalmente inadeguati al proprio percorso di studi, dunque il senso di insoddisfazione all’interno delle scuole è alto e il 7 Ottobre si prevede una mobilitazione diffusa nel Paese

L’operazione scuole sicure di Renzi sembra essere già un ricordo lontano ..

“Scuole Sicure” è stato uno spot mediatico di questo Governo voluto esclusivamente per mettere una toppa al problema dell’edilizia scolastica che affligge l’Italia da Nord a Sud. Gli investimenti avrebbero dovuto prevedere la messa a norma degli edifici scolastici, ma ad oggi i soli 40 milioni stanziati non hanno prodotto alcun risultato. Anzi, i dati parlano chiaro: 2800 edifici a rischio sismico e più di 7000 edifici a rischio idrogeologico. Dopo le recenti catastrofi sismiche che hanno colpito il centro Italia si continua a fare orecchie da mercante e, nonostante esista un’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, questa non viene presa in considerazione. I pochi finanziamenti vengono erogati a “pioggia” cioè in maniera proporzionale nelle scuole prescindendo dalle esigenze dei singoli edifici. Noi richiediamo un piano di investimenti che agisca innanzitutto laddove si hanno problemi strutturali e pericoli di crolli parziali o totali delle scuole

I cambiamenti previsti dalla Riforma Costituzionale, in caso di vittoria del no segneranno un cambiamento epocale. Perchè gli studenti dicono No alla Riforma?

Il Referendum Costituzionale prevede un accentramento del potere nelle mani dell’esecutivo, una complicazione burocratica nel processo legislativo ed un rallentamento notevole nei passaggi tra le due camere (ricordiamo che non abolisce il Senato come spesso la propaganda del Governo ha fatto credere). Noi scendiamo in piazza il 7 e lo faremo anche il 29 Ottobre perchè non vogliamo cedere sovranità a chi ci governa. Chi ha meno decide dimeno, per questo noi chiediamo un welfare universale, l’istruzione gratuita e diverse politiche sul lavoro. Votare “NO” è un passo in avanti verso la riappropriazione della sovranità popolare, significa porre un freno a tutte quelle politiche che ci hanno impoveriti. Questo Referendum vuole chiudere un ciclo di riforme che dal Jobs Act alla Buona Scuola ci hanno sottratto diritti e democrazia, ed ora si vuole sferrare il colpo finale. Noi non siamo conservatori della Costituzione tout court, essa può essere cambiata, ma per estendere il potere decisionale, non per delegittimare ulteriormente il popolo

Dopo il 7 ottobre cosa farete?

Dopo il 7 Ottobre continueremo la lotta all’interno delle scuole, rivendicando le commissioni paritetiche, le aulette autogestite, informando le studentesse e gli studenti dei diritti che gli spettano e praticando forme di democrazia sostanziale. C’è ancora tutto da conquistare e non intendiamo scendere a patti con chi ha smantellato le nostre scuole e vuole vedere gli studenti succubi. Ci vogliono scimmie ma ci avranno ribelli. Lanceremo delle assemblee autoconvocate dagli studenti per informare delle ragioni del “NO” a questo referendum e, passando dalla mobilitazione del 29 Ottobre, costruiremo un fronte di opposizione sociale che saprà smascherare le politiche di questo governo e di chiunque voglia attentare alla democrazia nel nostro Paese

Pasquale De Laurentis
p.delaurentis@liberopensiero.eu

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

1 COMMENTO

  1. Posso suggerire agli studenti che scenderanno nelle piazze il 7 ottobre di portare due cartelli?
    Sul primo ci mettono l’art. 70 della Costituzione versione Boschi con un bel “NO” scritto grande.
    Sul secondo una domanda: “Ma perchè , se ci tenete tanto alla Costituzione, invece di minacciare , come ha fatto Renzi il 2 ottobre, i tour di propaganda nelle scuole, non ce la fate studiare ?”
    Franco Labella

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