ANM, tra disservizi e minacce

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Napoli – La situazione dei trasporti ANM in città continua, senza alcuno sviluppo, ad essere critica. Disservizi continui per gli utenti, ma in egual modo per i conducenti.

Tra le difficoltà che rendono il servizio poco efficiente, la cancellazione di molte linee, che determina quindi un sovraffollamento dei pochi mezzi, non sufficienti, ancora rimasti. Per cui nelle corse quotidiane gli autobus diventano una sorta di carro merci stracolmi di persone incastrati tipo tetris.

Grave, inoltre, è la situazione in cui gli autobus dell’azienda napoletana vertono. Ormai già troppo vecchi, furono acquistati circa 20 anni fa, nel 1997, sono tra i più vecchi automezzi di tutta Europa. Le loro ruote sopportano il peso di milioni di chilometri già affrontati e riconoscibili assolutamente osservando le condizioni in cui vertono.

Ma non solo le ruote sono la parte rovinata degli autobus ANM. La situazione all’interno non è certo migliore: ferro arrugginito, sediolini non più saldati e sospesi nel nulla, buchi da cui si intravede il cemento, finestrini rotti. Dei rottami ambulanti che, anziché destinare finalmente alla “pensione”, continuano a percorrere le strade partenopee contro qualsiasi norma di sicurezza.

Infatti, oltre a mancare su molti persino le cassette di sicurezza, sono facilmente esposti all’utilizzo dell’utenza utensili in metallo estremamente pericolosi, e, ancora, le postazioni degli autisti vertono allo stesso modo in condizioni pietose. Bottoni mancanti, luci di avviso di apertura e chiusura porta ormai non più funzionanti, postazioni arrugginite.

Una condizione di lavoro impraticabile che determina di conseguenza una serie di malcontenti per gli utenti, che usufruiscono di un servizio assolutamente inappropriato. E così grida e disagio vengono rivolte agli autisti della ditta ANM che però non sono i responsabili, ma, allo stesso modo dell’utenza, vittime di un sistema tutto sbagliato in cui continua l’indifferenza per le condizioni limite dei lavoratori.

E’ finito il tempo del bel lavoro seduto ad attraversare la città, oggi fare l’autista a Napoli è  una sorta di impavida avventura per i più coraggiosi, e quelli con l’animo meno eroico invece confessano : “Abbiamo paura di passare e fermarci in alcune zone della città”. E già, perché oltre ai “mezzi-rottame”, ci si mette anche la delinquenza. Insulti, minacce e aggressioni non mancano in questo folle microcosmo del trasporto ANM. Ultima l’aggressione di poco fa avvenuta a Piazza Garibaldi: un folle violento ha accoltellato alla gamba l’autista dell’autobus.

Gli autisti sono stanchi di rischiare la vita, per più di una ragione, durante il proprio turno di lavoro; gli utenti dei trasporti men che meno non ne possono più. E,infine, la domanda sorge spontanea : “Che fine hanno fatto i nuovi automezzi di ultima generazione che dovevano sostituire quelli ormai fatiscenti in circolazione? E la nuova flotta a basso impatto ambientale con tutti i confort possibili e immaginabili garantita dalla ANM? “.

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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