Milan, il diktat di Maldini allontana le parti

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Maldini
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Paolo Maldini si allontana dal Milan. Negli ultimi giorni si è parlato insistentemente di un possibile ritorno di una delle bandiere più importanti della storia rossonera, a seguito di un’intervista rilasciata al quotidiano “ La Gazzetta dello Sport” da parte dell’ex capitano milanista, ma nonostante la volontà delle parti di fare il bene del Milan, la trattativa non sembra decollare.

LE RICHIESTE DI PAOLO – Maldini ha sostanzialmente due richieste per la nuova proprietà cinese: quella di avere assoluta autonomia nel proprio ruolo, cioè quello di direttore tecnico, e quello di conoscere i volti della nuova proprietà.

L’eterno 3 rossonero, nonostante la poca esperienza in questo campo, non è disposto a dividere il ruolo con Marco Fassone, amministratore delegato rossonero alla firma del closing (prevista per dicembre), e Massimiliano Mirabelli, nuovo direttore sportivo del club, annunciato ieri dalla Sino Europe Sports in un comunicato ufficiale:
“Sino Europe Sports ha il piacere di informare, che a partire dal closing, Massimiliano Mirabelli entrerà a far parte del management dell’Ac Milan, collaborando direttamente con L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Marco Fassone nella gestione dell’area sportiva.”

Le richieste di Maldini sono molto specifiche, ma l’ex giocatore ha sempre dimostrato di essere un uomo tutto di un pezzo, non scendendo mai a patti con nessuno. Se la cordata cinese dovesse decidere di farlo entrare nell’organigramma rossonero, deve essere ben consapevole di quanto la leggenda milanista sia un personaggio ingombrante e in certi casi scomodo, ma che darebbe comunque il 100% per riportare il Milan ai fasti di un tempo.

IRRITAZIONE CINESE – La nuova proprietà cinese ha accolto con irritazione le parole dell’ex capitano, non gradendo che la trattativa per il suo ritorno fosse sbandierata ai 4 venti, oltre sostanzialmente a svelare sia le sue richieste e sia i punti di stallo della trattativa. La Sino Europe Sports vorrebbe dare un ruolo di primo piano a Maldini, soprattutto come punto di contatto tra squadra e società, oltre a trasmettere i valori storici del Milan all’interno della rosa. Paolo, invece, vorrebbe avere anche totale autonomia sul mercato, in quanto ritiene di avere una conoscenza da tale da poter svolgere tranquillamente il ruolo da solo, senza la supervisione di nessuno (appunto quella di Fassone e Mirabelli).

Questo è il punto cruciale della trattativa, in quanto i cinesi ritengono che il ruolo offerto sia di grande prestigio, e inoltre credono che le richieste dell’ex giocatore siano esagerate.

Proprio per questo motivo che la trattativa sembra essere ad un punto morto. Dopo l’ottimismo dei giorni scorsi, adesso si ha la sensazione netta che sarà difficile accontentare entrambe le parti. Non a caso, nel giorno stesso del’uscita dell’intervista a Maldini a “La Gazzetta dello Sport”, si è annunciato l’ingresso di Massimiliano Mirabelli come direttore sportivo del club.

FUTURO – Probabilmente le parti si rincontreranno per cercare di trovare una soluzione ma, come si è già detto, sarà difficile riuscirci. In ogni caso, la nuova proprietà ha capito quanto sia importante inserire persone che abbiano fatto la storia del Milan, in modo tale da far riavvicinare i tifosi, che sono fondamentali per riportare entusiasmo e per sviluppare il brand.
Maldini è il primo della lista, ma ci sono anche Franco Baresi, Demetrio Albertini e Massimo Ambrosini, insomma giocatori che hanno fatto la storia del club. Se la trattativa tra Paolo e Fassone dovesse definitivamente saltare, si cercherebbe di attuare un piano B.

La maggioranza dei tifosi milanisti è assolutamente favorevole al ritorno del numero 3, proprio per la sua integrità e la sua volontà di mettere il Milan al di sopra di ogni cosa. Vedremo cosa accadrà. Come si dice nel calciomercato, le parti al momento sono molto distanti.

Salvatore Cantone

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