L’Italia si sveglia troppo tardi: contro la Spagna finisce 1-1

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Allo Juventus Stadium finisce 1-1 la partita più sentita del gruppo G, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. Alla Spagna, padrona del gioco per 80 minuti, non riesce l’affondo decisivo su un’Italia troppo brutta e tecnicamente inferiore.

Si scrive ItaliaSpagna, si legge Crotone-Barcellona. Le furie rosse di Lopetegui arrivano allo Stadium con il piede di guerra per vendicare la sconfitta subita agli Europei di Francia e impostano subito il ritmo della partita. Tradotto: possesso del 70% a favore degli ospiti per 80 minuti di gioco. Un’Italia troppo brutta per essere vera, lontanissima parente di quella squadra gagliarda che a Saint Denis impose il proprio gioco ad una Spagna a tratti inerme. Colpa del tecnico, Ventura, che non ha saputo infondere ai suoi la stessa rabbia che seppe infondere Conte nel cammino europeo? Forse. Colpa di un centrocampo troppo statico e tecnicamente imparagonabile a quello Iberico? Sicuramente. Sì perchè la partita, nonostante il pareggio, l’abbiamo persa proprio lì, a centrocampo. De Rossi (autore del gol del pareggio su calcio di rigore) da solo non può sostenere il peso di un intero centrocampo facendo il Verratti e il Marchisio allo stesso tempo. Montolivo e Parolo sono inadatti a svolgere le funzioni del regista del PSG e dello Juventino, soprattutto in un contesto estremamente agonistico. Nessuna ripartenza, poco filtro, zero lanci. Succubi totali del neo tiki-taka Lopeteguiano che ha come interpreti fondamentali Iniesta, giocatore dalla classe sconfinata per cui ormai i complimenti si sprecano, Koke e David Silva, che si sono spesso trovati a duettare al limite dell’area azzurra con la punta di riferimento, Diego Costa. La difesa, fatta eccezione per lo svarione di Buffon (intervento in uscita completamente a vuoto) e De Sciglio (che commette un errore non salendo in tempo e non facendo, quindi, cadere Vitolo in fuorigioco) che porta al vantaggio spagnolo, si comporta bene, eccellendo nella persona di Andrea Barzagli, protagonista di chiusure pulite e ottime diagonali.

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Il 35enne fiesolano si trova addirittura a sventare delle potenziali occasioni anche a centrocampo, palesando un’ottima condizione e un’ottima gestione del ruolo. Per quanto riguarda il reparto avanzato: Eder bravo a correre in lungo e in largo per il campo ma è troppo poco. La sua prestazione è positiva solo perchè riesce a procurarsi il rigore decisivo per il pareggio. Pellè, dopo essere stato lasciato troppo libero nell’ottavo di finale dell’Europeo, viene braccato strettissimo da Pique e Ramos concludendo, anch’egli, poco. Fino al 75′ è dominio Rosso, poi si infiamma Ciro Immobile (subentrato a Pellè al 59′). L’ex Dortmund si carica tutta la squadra sulle spalle rendendosi eccezionale protagonista, nell’ultimo quarto d’ora, di una reazione d’orgoglio in perfetto stile Italia. I difensori avversari, abituatisi all’ariete dello Shandong, soffrono tantissimo la sua capacità di svariare su tutto il fronte d’attacco creando problemi continui. Dai suoi piedi inizia l’azione che porta al calcio di rigore e da lui viene propiziato il gol, subito annullato, di Belotti allo scadere del match. La Spagna, dominatrice di tutta la partita, soffre e suda freddo nel finale.

A Ventura, però, non può e non deve bastare la prestazione sfoderata negli ultimi minuti dai suoi, che hanno rischiato di prendere un’imbarcata clamorosa. Il ritorno sarà in Spagna e lì ci si giocherà la qualificazione, sperando in un loro passo falso e nel ritorno, tra le nostre fila, dei pezzi pregiati che potranno garantirci maggior qualità e maggiore competitività su palcoscenici importanti.

Vincenzo Marotta

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