Ospedale San Gennaro, cittadini attivi contro la chiusura

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La Rete Rione Sanità ha indetto un sit-in per manifestare contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro, circostanza che colpirà le fasce più deboli della popolazione minandone il diritto fondamentale alla salute. L’appuntamento è questo venerdì, 14 ottobre, presso Piazza Sanità.

 

“L‘Ospedale San Gennaro è morto per la logica Regionale e Nazionale che sta smantellando pian piano tutti i servizi pubblici a favore del privato. Lo vogliono far diventare un polo riabilitativo con accesso tramite ticket. Saranno sempre quindi i più deboli a pagare.
Viene così chiuso l’unico polo di legalità in un Quartiere ad alto tasso di violenza, dove quotidianamente si spara ancora. La Rete Rione Sanità invita tutto il popolo a ritrovarsi a Piazza Sanità il 14 Ottobre alle 16:30“. Questo l’appello della Rete Rione Sanità, assemblea cittadina nata su spinta di Padre Alex Zanotelli e che include diverse realtà sociali, oltre ad associazioni e cooperative.

San Gennaro

Solo lo scorso mese l’ospedale è stato occupato dai cittadini del rione per evitare tagli e ridimensionamenti previsti dal piano regionale sulla sanità. Tali ridimensionamenti prevedono la riduzione di interventi specialistici ed il trasferimento in blocco del reparto di Oncologia ed Ematologia presso l’ospedale Ascalesi. L’intento, esplicato nel Decreto Regionale 33 dello scorso 30 settembre, è quello di trasformare il presidio ospedaliero in polo territoriale riabilitativo e polispecialistico con accesso tramite ticket.

L’ospedale di San Gennaro, situato nel Rione Sanità, è una struttura ospedaliera di grande interesse storico ed artistico, fortemente legata alla storia della basilica posizionata all’interno dell’ospedale stesso, San Gennaro fuori le mura, risalente al V secolo d.C.. La trasformazione da monastero ad ospedale avvenne nel 1468 per opera del cardinale Oliviero Carafa. Il complesso fu utilizzato come ospedale per appestati durante la tragica epidemia del 1656. Tra le opere presenti sono da indicare gli affreschi cinquecenteschi di Agostino Tesauro e le statue dei Santi Pietro e Gennaro realizzate da Cosimo Fanzago.

Marta Buono

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Classe '90, cresce a Spello, in Umbria, e si diploma nel 2009 presso il Liceo delle Scienze Sociali di Foligno. A 19 anni si sposta a Roma, dove studia fotografia per due anni e si laurea successivamente in Lettere Moderne presso La Sapienza. Da ottobre 2015 si trova Napoli per continuare gli studi alla Federico II, dove intende seguire il corso magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale. Crede che nella vita ci sia una sola regola: fare il meno male possibile. Quella con Libero Pensiero News è la sua prima entusiasmante prova giornalistica.

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