Ponticelli, sequestrato il Palavesuvio

0
744

Napoli – Nel corso della giornata di ieri su disposizione della Procura della Repubblica è stato chiuso il Palavesuvio, centro sportivo di Ponticelli. La struttura è dotata di quattro palestre che, in tutto, ospitano circa 3000 atleti. Tre di queste sono state sequestrate: durante l’orario di apertura, le forze dell’ordine sono entrate nell’edificio interrompendo ogni attività e sgomberando i ragazzi che vi erano all’interno. Le tre palestre in questione furono affidate dal Comune di Napoli a tre enti sportivi: alla Dike Napoli Basket, alla Federazione pallavolo e alla Nippon Judo dei fratelli Parlati.

Il sequestro è dovuto ad una serie di problemi strutturali che decretano la palestra come non a norma. Lo scorso maggio i Vigili del Fuoco avevano concesso 180 giorni al Comune di Napoli, proprietario della struttura, per adeguare il palazzetto e garantirne la funzionalità, ma non avendo ricevuto riscontri si sono appellati ai giudici.

Chiudere il Palavesuvio significa danneggiare numerose società sportive composte da dirigenti, allenatori e atleti oltre che centinaia di giovani che utilizzavano la struttura per fare sport. Per questo gli atleti  avevano proposto, dopo aver sollecitato l’intervento di Palazzo San Giacomo,  di far procedere i lavori di tasca propria, ma ciò non è stato possibile in quanto non possiedono la titolarità per farlo. C’è il rischio che la struttura venga vandalizzata e ci vorranno grosse somme per riaprirla.

In città sono già chiuse anche le piscine della Mostra d’Oltremare ed il Palabarbuto, la Scandone sopravvive con finanziamenti provvisori ed al Collana resta una situazione di stallo nella guerra Regione-Comune. Queste le parole del Presidente C.R. Fipav Campania Ernesto Boccia che denuncia un attacco preordinato a tutte le strutture sportive di Napoli: “Voi state ammazzando lo sport, voi rendete i giovani più ignoranti, maleducati e arroganti. Voi dovete soltanto vergognarvi perché non partecipate alla costruzione di un mondo migliore, più giusto, di città modulate ai bisogni dei giovani, di giovani appagati da una giusta attenzione nei loro confronti.  Non lasciate alle generazioni future il ricordo di una politica becera, inconcludente e inefficiente. Concedete un po’ della vostra preziosa attenzione  allo sport e a quei “pazzi” che credono ancora nello sport, aiutate lo sport a vivere e non a farlo morire”

Sembra ormai dimenticato che lo sport, oltre a mobilitazione fisica, momento di gioco e svago, abbia anche un importante valore educativo, culturale e sociale fondamentale. Si fa danno, quindi, non solo agli sportivi, ma al quartiere tutto e all’equilibrio sociale di questo.

Lucia Ciruzzi 

CONDIVIDI
Articolo precedenteVesuvio, presentato il piano di evacuazione
Articolo successivoIntervista a Arnolfo Petri, direttore del Teatro Il Primo
Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

NESSUN COMMENTO