USA, nel 2030 i primi uomini su Marte

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A poco più di 50 anni dallo storico annuncio, poi concretizzato, di John F- Kennedy che portò i primi uomini sulla Luna ecco quello di colonizzare Marte nel 2030.

E’ ormai chiaro che l’esplorazione è nel DNA umano. L’uomo cerca di ampliare le proprie frontiere e continua a farlo  nel cosmo cercando di raggiungere e, perché no, colonizzare il pianeta che forse più di tutti nel Sistema Solare si presta a tali ambizioni.

Tale impresa è stata già compiuta con tantissime missioni spaziali che hanno consentito di scoprire e fotografare in ogni minimo dettaglio i pianeti ed i satelliti del Sistema Solare, scoprire nuovi pianeti lontani e conoscere meglio gli asteroidi, ma mai fino ad ora l’essere umano si era spinto oltre l’orbita terrestre.

Il “grande salto” si farà e sarà organizzato anche con gli investimenti privati. Pur tuttavia, allo stato attuale delle cose,  gli scienziati non possono ancora garantire in maniera certa l’incolumità degli astronauti. Questo perché durante il viaggio nel cosmo (2 anni almeno comprensivi dei 6 mesi per i viaggi di andata e ritorno) gli astronauti saranno sottoposti a  dosi massicce di un nemico invisibile: i raggi cosmici, particelle cariche ad alta energia che hanno origine dal Sole e dalle altre stelle del cosmo. L’esposizione a questo tipo di radiazioni provocherebbe, sul cervello umano, sintomi quali disturbi cognitivi e di memoria, ansia e depressione. Questo è quanto emerge da alcuni studi condotti. In parole povere gli astronauti, se non opportunamente protetti, sarebbero destinati alla demenza con gravi conseguenze per la loro vita e per la missione. Si lavorerà molto per affrontare questi aspetti e per garantire la massima sicurezza della missione.

Ma cerchiamo di capire perché si sogna Marte.

Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e l’ultimo dei pianeti di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Viene chiamato il “pianeta rosso” a causa del suo colore caratteristico dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono.

la Terra e Marte

Pur presentando un’atmosfera molto rarefatta e temperature medie superficiali piuttosto basse (tra −140 °C e 20 °C), il pianeta è il più simile alla Terra tra quelli del sistema solare. Nonostante le sue dimensioni siano intermedie fra quelle del nostro pianeta e della Luna (il raggio equatoriale è di 3397 km, circa la metà di quello della Terra e la massa poco più di un decimo), presenta inclinazione dell’asse di rotazione e durata del giorno simili a quelle terrestri.

Le varie missioni passate hanno lasciato sempre elementi tali da considerare la presenza di acqua sul pianeta altamente probabile. In una delle ultime, Il 6 agosto 2012 è atterrato su Marte il rover Curiosity, il maggiore per dimensioni e complessità tecnologica sviluppato dalla NASA. Obiettivo della missione è stato quello di investigare sulla passata e presente capacità del pianeta di sostenere la vita. La sonda ha trovato acqua, zolfo e sostanze clorurate nei primi campioni di suolo marziano, a testimonianza di una chimica complessa.

Ma prima di tornare ai dettagli della missione, ecco alcuni elementi interessanti esposti da Stephen Petranek al TED 2015.

Marte è più piccolo rispetto al pianeta Terra ma, non essendoci mari, la superficie esplorabile è paragonabile a quella terrestre. L’atmosfera marziana è sottilissima ed, inoltre, non è respirabile essendo costituita dal 96% da anidride carbonica. La temperatura media sulla superficie è bassissima ed è pari a circa -62°C, il giorno marziano vale grossomodo come un giorno terrestre con + 39 minuti circa. Le stagioni ed i mesi su Marte durano il doppio che sulla Terra. La forza di gravità di Marte è pari al 38% della gravità terrestre, quindi gli uomini risulteranno più leggeri durante le loro passeggiate sul pianeta.

Come si può osservare, Marte è molto differente dalla Terra, ma nonostante tutto è in assoluto il secondo posto dove poter vivere nel Sistema Solare. Il problema principale è la distanza. Marte di trova a 400.000.000 di Km dalla Terra ed occorreranno circa 240 giorni per raggiungerlo. E questo solo se si riesce a partire in un solo giorno in particolare, quando Terra e Marte sono perfettamente allineati in modo da percorrere la minore distanza possibile. Ciò accade in un giorno ed ora precisi, ossia ogni due anni.

Nei precedenti lanci, inoltre,  le missioni andate a buon fine sono soltanto 1/3 del totale. Notizie non certo incoraggianti.

Ma  Stephen Petranek al TED 2015 addirittura si sbilancia con una data certa: il 2027.

Il sogno obiettivo è, infatti, di Elon Musk, direttore di Tesla Motors e SpaceX. Il perché si possa dare credito a tali aspirazioni è dovuto al fatto che in soli 10 anni la Tesla ha creato la prima automobile elettrica completa e funzionante in tutti i sensi e la SpaceX in soli 10 anni dalla nascita, dal nulla ha creato un razzo spaziale capace di portare rifornimenti per diverse tonnellate di peso alla stazione spaziale internazionale. Stando così le cose, ci si potrebbe fidare della promessa fatta dal gruppo.

Ora non è dato sapere se ci riusciranno prima quelli della Tesla e SpaceX oppure la NASA, ma davvero si potrà sopravvivere su Marte?

Vi invitiamo ad ascoltare attentamente questo video e lo capirete. Speriamo che l’uomo non rovini Marte così come sta rovinando la Terra.

Salvatore Annona

 

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale. Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).

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