La Serie A è pronta a rivoluzionare il proprio format televisivo. A partire dal triennio 2018-2021, gli appassionati di calcio potrebbero dire addio alla tanto cara partita domenicale delle 15. A dichiararlo è Claudio Fenucci a margine della presentazione della Saputo School Cup. L’amministratore delegato del Bologna, che da tempo spinge per una riforma nel campo dei diritti tv, ha parlato di questo cambiamento ai microfoni di Repubblica.it.

Claudio Fenucci
Claudio Fenucci (56) dal 2014 è l’ad del Bologna

Le novità principali saranno tre:
– non tutte le partite verranno trasmesse in televisione;
– ci sarà una fascia oraria tv free (domenica alle 15), in cui nessuna partita verrà trasmessa;
– aumenteranno le fasce orarie. Entreranno in pianta stabile le partite delle 15 di sabato, delle 18 di domenica e il Monday Night delle 20.45, fasce già sperimentate nel corso delle ultime stagioni.

Le motivazioni di tutto ciò vanno riscontrate in una sempre e continua difficoltà dei club di Serie A di ampliare il portafogli dei ricavi, in un contesto economicamente dipendente dalle tv. Creare una fascia protetta da dirette televisive permetterebbe una maggiore affluenza allo stadio per i club e un minore costo di produzione da parte dei broadcaster per delle partite che non raccolgono sufficiente share (e quindi non creano utili). “I numeri dicono che 132 partite trasmesse in tv catturano meno del 10% dell’audience complessiva in un mercato nel quale gli operatori non si fanno concorrenza sul tipo di prodotto trasmesso, ma sul prezzo dell’abbonamento”, ha dichiarato Fenucci.

Una riforma rivoluzionaria per il nostro paese, che andrebbe ad emulare un tipo di format che viene adottato già in Premier League. E potrebbe non essere tutto. Sul tavolo delle trattative ci sono diverse questioni (urgenti) che vanno affrontate. Se per il sistema di ripartizione dei diritti televisivi la Lega non può far altro che aspettare il Parlamento approvi una modifica della Legge Melandri, il tema sul numero di squadre è quantomai caldo. Molti club spingono per una riduzione a 18 partecipanti. Altrettanto importante sarà la modifica dei pacchetti che verranno presentati dall’advisor Infront nei prossimi mesi. Se fino ad oggi la vendita dei diritti è stata organizzata in pacchetti che riguardavano le squadre, adesso potrebbero riguardare le diverse fasce orarie, alcune delle quali esclusive. Il che, dunque, non consentirebbe a nessuno dei broadcaster (Sky o Premium) di ottenere la totalità delle partite né dell’intero campionato ma neanche di una singola squadra.

Michele Di Mauro

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