Durante gli episodi di guerra nei quali sono stati coinvolti i paesi medio-orientali, e  nello specifico Siria, Yemen e Iraq, gli USA in molteplici occasioni non si sono fatti sfuggire l’opportunità di incolpare la Russia, accusando Mosca di aver compiuto «crimini di guerra», ma nel tentativo da parte di Washington di simulare una politica bellica eticamente corretta, in varie circostanze sono stati primariamente  coinvolti in stragi di civili.
Oltretutto, gli USA rischiano una sanzione a livello internazionale in quanto “rei” della vendita di armi all’Arabia Saudita nella guerra in atto nello Yemen.

Lo Yemen, Stato dell’estremità meridionale della penisola arabica, è coinvolto in un conflitto che va avanti dal marzo del 2015 e che ha come scopo, da parte dell’Arabia Saudita,  la ricollocazione al potere del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi, spodestato in seguito ad un colpo di stato attuato dai ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran.

Il presagio di un’incriminazione per «crimini di guerra» sarebbe dovuto al fatto che gli USA, durante il golpe, hanno autorizzato la vendita di armamenti a Riad per un totale di 22.2 miliardi di dollari, inclusi 1.29 miliardi di dollari in munizioni da utilizzare in guerra dall’aviazione saudita.

Nonostante lo scetticismo iniziale, da parte dei funzionari statunitensi, nelle capacità dell’aviazione saudita di colpire esclusivamente i ribelli, senza arrecare danni ai civili e ad infrastrutture di vitale importanza per il paese, gli episodi accaduti durante il conflitto sono stati la chiara dimostrazione della fondatezza del sospetto dei dirigenti a stelle e strisce e, di conseguenza, la conferma dell’incapacità dei militari sauditi di evitare eludibili tragedie.

Una condizione davvero ingiustificabile, poiché sono diventate davvero tante le situazioni in cui migliaia di cittadini hanno perso la vita. Diventa ancor più sconfortante quando tali avvenimenti vengono definiti «errori», liquidando con banalità la morte di vittime innocenti.

Secondo documenti ufficiali ed e-mail visionate da Reuters, ci sarebbe stato tra i membri dell’amministrazione Obama un autentico dibattito su un tema definito un «cruciale dilemma politico». Per evitare una tensione tra Arabia Saudita e USA, dopo l’accordo raggiunto sul nucleare tra Teheran e Washington, quest’ultima avrebbe deciso di appoggiare la campagna militare dell’Arabia Saudita nello Yemen, proprio contro i nemici iraniani.

Nonostante la sospensione imposta dagli USA, nel maggio del 2016, alla vendita di bombe a grappolo, tuttora gli avvocati dell’amministrazione Obama, si dividono su un possibile coinvolgimento o meno in un processo per crimini di guerra: da un lato c’è chi accusa e indica come unico colpevole l’aviazione di Riad, dall’altro, c’è chi teme un possibile coinvolgimento per ulteriori controlli non effettuati visto la mancanza di esperienza dell’aviazione di Riad; a tal proposito, risulta significativa la richiesta di alcuni deputati che chiedono una sospensione totale dei rifornimenti bellici nello Yemen.
Ciò significa che gli USA potrebbero essere considerati colpevoli per istigazione e favoreggiamento di crimini di guerra.

Vincenzo Molinari

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