Sì alla legalizzazione della cannabis: Legalizziamo Days

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legalizzazione della cannabis

La legge sulla legalizzazione della cannabis è ancora bloccata alla Camera. Per rilanciare la campagna “Legalizziamo!”, i Radicali italiani, l’Associazione Luca Coscioni e Possibile hanno organizzato i “Last Legalizziamo Days” (dal 21 al 23 ottobre) che si concludono oggi.

La proposta di legge, firmata dai sindaci De Magistris, Appendino e Pizzarotti, come si legge sul sito della campagna, prevede:

«la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in “cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l’allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze proibite nonché la liberazione dei detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili».

Secondo i promotori della campagna:

«decenni di proibizionismo sulle sostanze stupefacenti hanno fatto aumentare la produzione, i traffici, i consumatori. Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali.

Le droghe sono più diffuse ed economiche che mai. Circolano ovunque, dalle scuole alle carceri passando per i vicoli e dal web. Solo in Italia il giro d’affari delle narcomafie è stimato intorno ai 30 miliardi euro.

Le Nazioni Unite confermano che il fenomeno riguarda oltre il 5% della popolazione mondiale. La guerra alla droga ha consegnato un problema socio-sanitario al diritto penale, facendolo diventare una questione di ordine pubblico e, in certi casi, di sicurezza nazionale. […] La corruzione e la violenza, in particolare nei Paesi produttori e di transito, mettono in pericolo le democrazie».

La legalizzazione della cannabis, oltre a colpire una delle principali fonti di guadagno della criminalità organizzata, porterebbe ad un maggior controllo e una maggior regolamentazione, sia durante la coltivazione – evitando il rischio dell’utilizzo di prodotti chimici tossici (come pesticidi) –, che durante la vendita, la quale sarebbe consentita solo a maggiorenni.

Consentirebbe inoltre un utilizzo più libero della sostanza per fini terapeutici, come la cura dei sintomi legati a Parkinson, epilessia, tumori e dolori cronici, oggi combattuti perlopiù tramite farmaci il cui utilizzo massiccio presenta gravi controindicazioni.

Non bisogna trascurare, poi, l’aspetto economico: con la fine del mercato nero, arriverebbero nuove entrate fiscali nelle casse dello Stato che potrebbero essere investite in progetti sociali, come nel caso del Colorado. La legalizzazione della cannabis influirebbe anche sulla rinascita della canapa come fonte rinnovabile per biocarburante, cemento e materiali tessili.

Pietro Marino

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