Assassino di Stefania Formicola, Regione parte civile nel processo

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Un altro caso di femminicidio si è consumato a Napoli, precisamente a Sant’Antimo. La vittima è Stefania Formicola, una giovane donna di 28 anni uccisa brutalmente dal marito dopo aver subito violenze per anni. Stefania aveva chiesto il divorzio, ma non ha mai avuto il coraggio di denunciare il proprio partner alle forze dell’ordine. È stata proprio questa decisione a scatenare l’orribile ira del coniuge che le ha tolto la vita.

Carmine D’Aponte, marito della vittima, è stato arrestato, ma questo non renderà mai giustizia ai familiari di Stefania. La rabbia è tanta perché non si può morire a 28 anni per un amore sbagliato. Dinnanzi all’ennesimo caso di femminicidio il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ha chiesto all’assessore alle Pari Opportunità Chiara Marciani di proporre alla Giunta la costituzione della Regione come parte civile nel processo nei confronti di Carmine D’Aponte. Marciani ha accolto la richiesta garantendo che la porterà in Giunta per l’approvazione definitiva.

Borrelli ha sottolineato come la questione non possa essere sottovalutata: << La costituzione della Regione come parte civile avrebbe un importante valore simbolico nella lotta che stiamo portando avanti contro la violenza sulle donne insieme al presidente De Luca. L’impegno continuo del Consiglio regionale e della Giunta, un impegno che ha già portato alla costituzione del fondo per le vittime di violenza di genere e che porterà a breve alla costituzione di un Osservatorio sulla violenza sulle donne. La strada maestra per uscire dalla violenza è quella della denuncia, ma tutte le iniziative che possono aiutare le vittime a prendere consapevolezza dei loro diritti vanno portate avanti, parallelamente all’assistenza verso chi denuncia.>>

Quindici giorni prima della sua morte, Stefania decise di scappare dal nido coniugale rifugiandosi a casa dei genitori dopo l’ennesimo episodio di violenza in cui il marito la minacciò puntandole una pistola contro. Il padre andò a riferire l’accaduto ai carabinieri, ma senza ufficializzare una denuncia. Il calvario di Stefania deve essere un incoraggiamento per denunciare qualsiasi forma di violenza. Solo attraverso la denuncia e l’aiuto delle persone più care si potrà porre fine al fenomeno del femminicidio.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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