Islanda, energia pulita dal magma dei vulcani

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Gli scienziati dell’Iceland Deep Drilling Project (IDDP), che fa capo all’Autorità per l’Energia Nazionale d’Islanda (Orkustofnun) e ad altre quattro società private, stanno mettendo a punto un progetto attraverso il quale sarà possibile produrre energia geotermica da una fonte di calore come il magma, che abbonda nei vulcani del paese.

Gli ingegneri dell’IDDP, dopo la perforazione del pozzo di Krafka nel nord-est dell’Islanda avvenuta nel 2009, notarono attraverso i sensori di aver colpito una camera magmatica 5 km al di sotto della superficie terrestre sprigionando un’enorme quantità di vapore con una temperatura di circa 450° C. Secondo i calcoli il calore fuoriuscito era in grado di produrre 36 megawatt di potenza e, pertanto, si pensò di sfruttarlo per produrre energia. Fu così che nacque IDDO-1, il primo impianto geotermico che utilizza il magma.

Attualmente i ricercatori stanno sperimentando un’ulteriore progetto denominato IDDP-2 nella regione Reykjanes, geologicamente tra le più attive del paese, attraverso il quale sperano di riuscire a raggiungere la dorsale medio-atlantica e di trovare il cosidetto ”fluido supercritico”, uno stato delle materia né liquido né gassoso a temperature comprese tra i 400 ° C e i 1000 ° C. Albert Albertsson dell’azienda geotermica islandese HS Orka ha spiegato che se l’esperimento andasse a buon fine genererebbe fino a 50 megawatt di energia in grado di alimentare 50.000 abitazioni.

La perforazione del nuovo pozzo dovrebbe concludersi entro l’anno e per valutare esattamente quanta energia elettrica produrrà bisogna aspettare il 2017. I dati a disposizione al momento sono, quindi, puramente teorici e i dubbi espressi dai tecnici del settore non sono pochi. In caso di buon riuscita l’Islanda potrebbe aver trovato una nuova fonte di energia rinnovabile e ciò comporterebbe una svolta per le altre regione del mondo che hanno vulcani nel sottosuolo.

Vincenzo Nicoletti

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