Napoli, corteo per l’ospedale San Gennaro

0
295

La lotta contro la chiusura del San Gennaro continua. Dopo che il Direttore generale dell’Asl Napoli ha respinto le richieste dei cittadini (blocco dei trasferimenti dei reparti e lavoratori e apertura di un tavolo tecnico), quest’ultimi proseguono con la mobilitazione.

Questa mattina i cittadini si sono dati appuntamento fuori all’ospedale e hanno dato inizio al corteo. Si contano 300 partecipanti, tra abitanti del rione, studenti, movimenti e associazioni. Dall’ospedale i manifestanti si sono diretti nella zona del Museo provocando un blocco stradale durato per più di un’ora. Il corteo è terminato agli uffici della Regione Campania a Santa Lucia dove i cittadini hanno nuovamente espresso la volontà di incontrare Vincenzo De Luca che, però, non si è presentato.

De Luca in un primo momento ha rassicurato i cittadini sulla ricoversione della struttura ospedaliera ridefinendole i compiti e le funzioni. Nulla di tutto quello che è stato detto ha una valenza certa. La cittadinanza chiede chiarezza. Dopo l’ennesimo rifiuto i cittadini sono ritornati all’ospedale San Gennaro per formare un’assemblea. La Sanità, e in generale tutta Napoli, si è schierata contro il piano regionale attuato dal Governatore che prevede la trasformazione dell’ospedale in un presidio privato. Il San Gennaro è l’unico ospedale del quartiere, ma è anche uno dei pochi sul territorio che è sempre stato funzionante.

I cittadini continueranno la battaglia domani alle 18.00 fuori alla chiesa San Vincenzo nella Sanità in cui si riformerà un’assemblea per discutere sul da farsi. Il San Gennaro subisce tagli già a partire dal 2011 quando molte divisioni vennero eliminate e accorpate ad altri presidi e venne chiuso il pronto soccorso, fatta eccezione per quello ostetrico. Per questo i ricoveri venivano effettuati solo attraverso liste di attese. Gli slogan di stamane parlavano chiaro: “Sanità negata De Luca ridacci l’ospedale”.

Maria Baldares 

CONDIVIDI
Articolo precedenteIslanda, energia pulita dal magma dei vulcani
Articolo successivoIl Teatro Cilea presenta: Pazzol – c’è un posto per ogni pazzo
Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

NESSUN COMMENTO