Terremoto Macerata, possibile nesso con quello di Amatrice

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Ancora eventi sismici nell’Italia centrale: ieri sera uno sciame sismico ha colpito la zona tra Marche e Umbria. Verso le ore 19.00 è stata avvertita una prima scossa di intensità 5.4 della scala Richter con una sorgente a meno di 10 km e circa due ore dopo un altro terremoto ancora più potente sempre nella stessa area. L’epicentro è ubicato tra le provincie di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno.

Il triste evento si è verificato poco più a nord di Amatrice e Accumoli colpite dal sisma dello scorso 24 agosto, lungo il crinale appenninico. Con molta probabilità questi nuovi terremoti derivano dall’attivazione di faglie sismiche di orgine simile ai precedenti di quest’estate.

”Il terremoto è avvenuto nel bordo settentrionale toccato dalla sequenza sismica attiva da due mesi. È ancora presto per ulteriori analisi e al momento possiamo soltanto dire che il terremoto è avvenuto su un’altra struttura collegata a quel sistema di faglie.” ha spiegato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

L’Appennino centro-meridionale è da sempre considerato a rischio in quanto il sistema di faglie dell’area è estremamente complesso. Ogni scossa di una certa intensità può generare una sorta di ”effetto domino” e pertanto la faglia colpita ieri potrebbe aver risentito dell’energia caricata dall’evento sismico del Reatino.

A detta dei sismologi il terremoto di ieri sera ha perturbato ulteriormente il volume crostale e nelle prossime ore sono possibili altre scosse. Il fenomeno è, purtroppo, piuttosto imprevedibile e risulta impossibile conoscere con certezza dove e quando il nuovo sisma possa avvenire in quanto si tratta sollecitazioni crostali indipendenti nonostante facciano parte della stessa famiglia.

Nella zona sono presenti molteplici faglie e non si sa con certezza se una di queste sia prossima all’attivazione. La catena appenninica continuerà ad evolversi in futuro con attività sismica intensa e frequente. Bisogna, ahimè, convivere con la sismicità del nostro Paese che come detto prima è imprevedibile. È importante utilizzare tutti i mezzi a disposizione per evitare che eventi come questi possano avere conseguenze tragiche. Costruire edifici antisismici e a norma può essere una soluzione. Ciò è possibile, l’importante è volerlo.

Vincenzo Nicoletti

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