Faida di Scampia, 49 condanne emesse

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Napoli – Sono stata emesse oggi le condanne per gregari e boss legati ai clan camorristici dell’area Nord di Napoli. L’inchiesta, portata avanti dal pm anticamorra Maurizio De Marco, insieme al pool coordinato dall’aggiunto Filippo Beatrice, si riferisce soprattutto ai fatti accaduti tra il 2011-2012.

Proprio a quegli anni, infatti, risale la seconda faida di Scampia: da un lato gli Scissionisti, dall’altro il clan dei Di Lauro (già spodestato dai suddetti nella prima faida di Scampia, 2004-2006), si contendevano il controllo dell’aria Nord e quindi la gestione di quello che era diventato l’epicentro dello spaccio. 

Protagonisti nel conflitto anche il gruppo camorristico dei Leonardi; questi, fedelissimi per anni al fianco dei Di Lauro, sono stati ribattezzati Girati della Vanella Grassi (dal nome della via del quartiere dove hanno la base operativa e dal termine girato che in gergo camorristico significa colui che ha tradito). Il clan è stato dimezzato soprattutto nel corso della terza faida di Scampia (iniziata nel 2015) da arresti, sequestri e provvedimenti giudiziari.

Proprio sui Vannella Grassi gravano le accuse emesse oggi dal Gup Francesca Ferri: associazione camorristica, armi, droga e tentato omicidio.

Accuse e condanne per gregari, boss e anche collaboratori di giustizia che, data la decisione di collaborare con le forze dell’ordine, hanno ottenuto uno sconto di pena.

Tra questi ultimi: il braccio destro di Paolo Di Lauro, Antonio Leonardi, l’asso forte in questione di riciclaggio di denaro sporco, ha avuto una pena di dieci anni e otto mesi. Sei anni per Umberto Accurso, uno dei primi pentiti della Vannella Grassi. Ci è andato bene, invece, Rosario Guarino, detto anche Joe banana, altro esponente storico del gruppo che ha avuto una pena di quattro anni.

Queste erano le condanne dei “fortunati” del gruppo camorristico, le più leggere. Per gli altri, invece, il soggiorno in carcere sarà decisamente più duraturo: venti anni per Antonio Di Gennaro; venti anni per Gennaro Iorio; venti anni per Salvatore Aurilio; 20 anni per Salvatore Piedimonte; 18 anni e 4 mesi per Vincenzo Dati; 18 anni per Alfonso Vanacore; 16 anni e otto mesi per Salvatore Barbato.

Anche il gruppo familiare del clan dei Leonardi incassa numerosi anni dietro le sbarre: Alfredo Leonardi incassa 15 anni e 4 mesi; Felice Leonardi, 12 anni e 10 mesi; Giovanni Leonardi, 10 anni. Prende 20 anni Nicola Mincione, 16 Raffaele Mincione, 16 anni e otto mesi Antonio Mincione e Marco Esposito, 15 anni a Francesco Strazzulli, 16 anni e otto mesi per Salvatore Capaldo, Gaetano Riccio, Vincenzo Esposito; 14 anni e 8 mesi a Pasqualina Mincione, mentre vengono inflitti 16 anni e 8 mesi a Giustina Marchese, 17 anni e quattro mesi per Carmine Battaglia, 12 anni e 4 mesi per Vincenzo De Simone; 16 anni e 8 mesi per Salvatore Caputo, 10 anni per Gennaro Magelli, 18 anni e 8 mesi per Gaetano Parziale, 12 anni e 4 mesi per Antonio e Vittorio Marotta, 16 anni e 8 mesi per Pietro Maoloni.

Per tutti gli altri, invece, imputati “solo” di reati legati all’uso di armi e alla gestione delle piazze di spaccio nella zona di Secondigliano, le condanne sono dai quattro agli otto anni di detenzione.

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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