Napoli: Anche la sede dell’Algida chiude i battenti

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A pochi giorni dai festeggiamenti della grande iniziativa Apple a Napoli, ci ritroviamo di fronte a centinaia di licenziamenti. I casi Almaviva e, da oggi, Algida.

C’è voluto davvero poco per passare dalla gioia e vanto di ospitare corsi di alta formazione Apple allo sconforto di vedere improvvisamente avviate le procedure di licenziamento in due gruppi storici: Almaviva e, da oggi, Algida.

La questione Almaviva è ancora lontana da una soluzione favorevole ai quasi mille dipendenti della sede di Napoli. La novità di questi giorni è la decisione di Algida di andare via da Napoli e prendere la strada dell’Inghilterra.

Il centro di ricerca e sviluppo dell’Algida di Caivano, vale a dire dov’è stato inventato il gotha del gelato commerciale, dal Cornetto al Magnum, dal Cucciolone al Calippo, dunque, chiuderà i battenti.

Ieri c’è stata la fumata nera dal secondo esame congiunto tra azienda e sindacati sulla procedura di mobilità che porterà alla chiusura del centro ricerca dello stabilimento di Caivano e al licenziamento dei tecnici che vi lavorano.

Si tratta di profili professionali altamente qualificati e specializzati in biologia, chimica, pubblicità, nutrizione, esperti di marketing che dovranno fare le valigie entro il prossimo 21 dicembre, cioè nei giorni in cui scadrà l’altra terribile procedura di licenziamento di tutti gli 845 addetti del call center Almaviva di via Brin, a Napoli.

Un vero paradosso quello della città partenopea dove da un lato si punta su ricerca ed innovazione e dall’altro non si riesce a tenere vivi insediamenti produttivi e di servizi che fanno lavorare centinaia di famiglie.

Le conseguenze sociali di tali episodi saranno davvero drammatiche: davvero tante, troppe, le famiglie che si troveranno senza un lavoro, senza reddito.

La deindustrializzazione, soprattutto al sud, corre inesorabile e sta avendo effetti davvero devastanti nel totale silenzio e assenza delle istituzioni che, al momento sono impegnate nella campagna per il referendum sulle riforme della Costituzione dimenticando l’esistenza dell’articolo primo della stessa.

Salvatore Annona

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale. Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).

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