Jeremy Corbyn, leader del partito Laburista, dal palco dei PinkNews Awards propone l’inserimento all’interno del curriculum scolastico di un mese di storia LGBTQI. La proposta nascerebbe, a detta dello stesso parlamentare, per sensibilizzare gli studenti e fornire un bagaglio educativo il più completo possibile.

Lo scopo primario di tale riforma è chiaramente la lotta contro l’omofobia, veicolata da una conoscenza consapevole del mondo LGBTQI, tuttavia non è da sottovalutare anche il fine secondario di questa proposta, ovvero fornire dei modelli reali e concreti di personaggi storici di una certa rilevanza che hanno convissuto con la loro omossessualità o ne hanno sofferto a causa dei pregiudizi sociali, politici e religiosi e con cui ogni singolo studente potrà confrontarsi.

Corbyn dichiara di essere fermamente convito che il ruolo di qualsiasi governo dovrebbe essere quello di cambiare il clima di paura, odio ed intolleranza rispetto la questione omossessuale, e questo cambiamento non può che cominciare dall’educazione. Durante la conferenza stampa tenutasi successivamente alla premiazione di David Cameron ai PinkNews Awards, Corbyn rilascia maggiori dettagli rispetto la sua proposta. Si tratterebbe di rendere parte integrante del curriculum scolastico la storia LGBTQI, in particolare i cambiamenti in materia legislativa, dalla legalizzazione dell’omosessualità nel 1967, passando per le Unioni Civili nel 2005 e arrivando al matrimonio egualitario nel 2014.

Molti hanno associato la proposta del neo leader Laburista al Black history month, letteralmente il “mese della storia dei neri”, istituito nel 1987 dall’analista ghanese Akyaaba Addai-Sebo e dal Consiglio della Grande Londra; trattasi, per l’appunto, di un mese dedicato allo studio della storia africana, dei suoi leader politici e delle sue tradizioni culturali.
Corbyn a questo proposito è molto cauto nell’esprimere la “somiglianza” della sua proposta al Black history month, poiché tale iniziativa, pur partendo da buoni presupposti educativi, è da sempre molto criticata: non si può negare che nell’istituire un mese dedicato alla storia di una razza non si fa altro che continuare a ghettizzarla, renderla “speciale” e non integrata alla storia universale. Inoltre, il punto di vista dal quale è condotta tale indagine storica sembra strizzare l’occhio allo spirito coloniale, all’eurocentrismo e ad un’osservazione non proprio obiettiva dei fatti. Morgan Freeman rispetto all’istituzione del Black history month negli USA disse: «Non voglio un mese della storia dei neri. La storia dei neri è la storia americana».

L’intento di rendere la storia LGBTQI parte integrante del curriculum scolastico britannico rientra in una campagna a favore dell’equità di genere che il partito Laburista ha messo in atto già da molto tempo. A questo proposito, Jeremy Corbyn aveva già optato per una presa di posizione chiara, che non concede spazio a tentennamenti di natura morale o politica, rispetto la necessità di rendere maggiormente inclusiva la società britannica alla comunità LGBTQI. Durante la corsa per la conquista della leadership del partito, Corbyn aveva divulgato un manifesto nel quale specificava il suo appoggio per il riconoscimento dei diritti degli omossessuali, ribadendo che anche se tanti traguardi sono già stati raggiunti, la strada per una società più equa ed includente è ancora lunga. In particolare nel manifesto in questione sono stilati diversi punti a favore del riconoscimento della discriminazione omofoba sul luogo di lavoro, o ancora per l’istituzione di appositi organi di sostegno alla comunità LGBTQI, in particolare centri di ascolto e strutture di accoglienza per  giovani omosessuali abbandonati dalle famiglie.

Tra il 2014 e il 2015 vi sarebbe stato un aumento del 22% di atti di odio ed intolleranza verso lesbiche e gay, ed in seguito a tragedie come quella di Orlando negli Stati Uniti secondo Corbyn è necessaria più che mai una formazione specifica e mirata anche degli organi di polizia, in modo che possano confrontarsi con maggior consapevolezza a piaghe sociali come l’omofobia e la transfobia.

L’intento di Corbyn sembra animato dal desiderio di costruire una società tollerante ed aperta alla diversità sessuale, tuttavia è sempre doveroso porre attenzione ai metodi e alle implicazioni legate a tali proposte. Il rischio maggiore, come nel caso del mese dedicato alla storia dei neri, è creare in seno alla società stessa delle strutture che, per quanto includenti, non si distaccano dal modello esclusivo dell’eteronormatività. Esaltare la diversità ai fini di renderla accettabile attraverso l’eroicizzazione di alcuni personaggi importanti e (anche) omossessuali, potrebbe portare, nel tentativo di eliminare una differenza, al risultato opposto, ovvero all’affermarla; in questo caso si crerebbe sempre una distanza, un “loro” anziché un noi.

Sicuramente in questi anni nel Regno Unito la lotta all’omofobia e alla transfobia ha portato risultati assolutamente invidiabili e positivi. La linea di confine tra la ghettizzazione e l’affermazione identitaria è sicuramente molto sottile, tuttavia la proposta del leader Laburista non può che essere di buon auspicio per la realizzazione di una società più equa, proprio a partire dall’educazione scolastica.

Sara Bortolati

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Sara Bortolati, classe 1991, diplomata presso il Liceo socio-psico-pedagogico D.G. Fogazzaro di Vicenza e laureata in Filosofia (vittima del 3+2) presso l’Università degli studi di Padova. Attualmente frequento l’ultimo anno di magistrale con la speranza di potermi laureare con una tesi sulla questione di genere, concentrandomi in particolare sull’opera di Butler e Foucault. Amante della fotografia, con un debole per quella analogica su rullini scaduti, onnivora di film, meglio se concettualmente disturbanti o d’essai, devota all’arte contemporanea, alla causa femminista, alla poesia e al caffè. Il tutto condito da una montagna di contraddizioni, sigarette, sogni nel cassetto, fumetti e la voglia, se non di cambiare il mondo, per lo meno di confrontarsi sempre attivamente con esso. Non credo in Dio, non faccio parte di nessuna associazione politica e marcio fiera tra le schiere di coloro che hanno fede nel fatto che cultura e istruzione un giorno possano cambiare il mondo. Allergica alla polvere, al polline e alle menti chiuse e retrograde.

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