Effetto placebo, scoperta la zona d’azione

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La ricerca ha portato all’identificazione della regione del cervello responsabile dell’effetto placebo (reazione psicologica e talvolta fisiologica del paziente inseguito alla somministrazione) nella riduzione del dolore, mai in precedenza individuata.

Le sostanze, definite con il termine “placebo”, sono composti farmacologicamente inerti somministrati a pazienti che credono di essere affetti da una qualche patologia o adoperati nelle sperimentazioni cliniche per eseguire confronti con medicamenti attivi. Tale scoperta determina nuove possibilità e applicazioni nel personalizzare al meglio la terapia analgesica, con un effetto più rapido ed, inoltre, permettendo la sperimentazione di nuovi farmaci antidolorifici.

Nella complessa struttura che caratterizza il cervello è presente una regione di particolare rilievo per quanto riguarda l’attenuazione del dolore, tale zona è stata scoperta per la prima volta da un gruppo di ricercatori della Northwestern University a Chicago e del Rehabilitation Institute of Chicago (RIC), autori di un importante articolo pubblicato su “PLoS Biology”, i quali affermano: “La scoperta consentirà di realizzare trial clinici di nuovi farmaci molto più accurati eliminando dai gruppi sperimentali i soggetti che hanno una elevata risposta al placebo”.

Per la localizzazione di questa zona responsabile dell’effetto placebo, ovvero una sotto-area del giro frontale medio, il dottor Baliki e colleghi hanno progettato un protocollo sperimentale tramite cui è stato possibile trovare un marcatore biologico del dolore con l’ausilio delle immagini cerebrali ottenute con la tecnica della risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Al fine di confermare la validità del marcatore identificato, è stato somministrato un placebo ad un gruppo di pazienti affetti da dolore cronico dovuto ad una forma di osteoartrite al ginocchio, riscontrando un beneficio significativo con diminuzione del dolore in seguito alla somministrazione solo dei pazienti previsti in base ai risultati della fMRI.

Il dottor Baliki ha affermato inoltre che: “Attualmente, la risposta al placebo è studiata principalmente in soggetti sani all’interno di protocolli sperimentali controllati. Ma mentre questi esperimenti ci aiutano a comprendere il fondamento biologico e comportamentale della risposta al placebo quando il dolore viene provocato apposta, il trasferimento di questi risultati nella pratica clinica, dove il dolore è principalmente di natura cronica, è insoddisfacente.”

La nuova scoperta scientifica permetterà la personalizzazione della terapia, in quanto disponendo di un marcatore biologico i ricercatori potranno analizzare i diversi livelli di risposta di ciascun paziente e quindi diminuire drasticamente l’esposizione non necessaria a terapie inefficaci.

Umberto Celardo

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Nato a Napoli, nel 1993.Nutre sin dall'inzio interesse per le materie scientifiche, quali in particolare: l'anatomia, la biologia e la chimica. Oltre all'interesse per la pallanuoto, diventata poi una grande passione. Nel tempo ha accresciuto sempre più la fame di conoscenza per la chimica farmaceutica, indirizzo nel quale si sta laureando.

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