Turchia: Attacco alla democrazia, Napoli scende in campo

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I 12 arresti avvenuti in Turchia, nella serata del 3 novembre, ad opera del regime di Erdoğan, hanno colpito profondamente l’opinione pubblica internazionale.

Turchia. Il colpo inferto al Partito Democratico dei Popoli (HDP) con la carcerazione, tra gli altri, dei suoi due leader (Selahattin Demirtaş e Figen Yüksekdağ), è stato interpretato come un attacco alla democrazia e ad ogni forma di apertura nel paese, sconvolgendo in tutto il mondo chi in questi valori crede fermamente.

La città di Napoli è scesa in piazza e ha messo in campo una manifestazione di solidarietà per il popolo turco.

Il presidio è stato fortemente voluto dagli attivisti di Napoli per Kobane, dell’Ex OPG Occupato e del Laboratorio Insurgencia, di cui un’esponente di spicco è la consigliera comunale Eleonora De Majo.

Oggi abbiamo intervistato la consigliera De Majo che, con grande disponibilità, ha risposto ad alcune domande e ci ha raccontato della mobilitazione e i fatti che l’hanno originata.

Napoli si è sempre dimostrata sensibile e anche stavolta ha dato il proprio apporto, con la manifestazione di ieri. Come si è svolta?

“Abbiamo sentito l’esigenza di mobilitarci appena abbiamo saputo degli arresti dei co-presidenti e dei parlamentari dell’HDP. E così, insieme con tutti gli attivisti della città che hanno a cuore il popolo curdo e la libertà in Turchia, abbiamo organizzato un presidio alla metro di Toledo, necessario quanto meno a far capire alla città cosa sta accadendo a pochi chilometri da noi.”

A cosa porteranno ora questi arresti, non solo in Turchia ma nello scacchiere internazionale?

“In Turchia di certo a un inasprimento della guerra civile. L’HDP è un partito che ha preso 7 milioni di voti, una forza radicata nella società, nelle città e nei villaggi. Non basta metterlo fuori legge per distruggere la sua capacità di dissentire. Rispetto allo scacchiere internazionale non so quello che accadrà ma so quello che dovrebbe accadere. Se l’Unione volesse agire conseguentemente all’indignazione che ha mostrato per gli arresti dovrebbe sospendere qualunque relazione con Ankara almeno fino al ripristino di una parvenza di democrazia. Credo però che non accadrà. Erdoğan sa di tenere l’Europa in pugno grazie all’argine rappresentato dalla Turchia nel flusso di rifugiati. Per non parlare poi di tutte le relazioni economico militari, quelle davvero poco interessate alla democrazia.”

 E come l’Italia dovrebbe agire ora?

“Mi ricollego a ciò che dicevo prima. Aggiungo solo che lo stesso Renzi, che è uno dei sottoscrittori dell’accordo sui rifugiati di aprile potrebbe esprimersi per lo stralcio dello stesso.”

Qual è la sua opinione su ciò che è accaduto?

“La mia opinione è semplice. Sono stata in Turchia più volte, soprattutto nel Kurdistan turco e li ho avuto modo di capire quanto siano repressivi e sanguinari gli organismi militari e polizieschi del regime ma anche quanto siano organizzate e capillari le mille resistenze a Erdoğan e al suo partito. Quelle dei curdi su tutte. Io credo che l’Occidente sta facendo e ha fatto nei mesi passati enormi errori nel lasciare questo dittatore libero di trasformare quel paese in un luogo di terrore e morte. Arginarlo avrebbe reso più facile la risoluzione del conflitto siriano perché avrebbe permesso ai curdi di avere un ruolo al tavolo della pace e avrebbe garantito la possibilità del processo di pace in Medio Oriente. Invece con la Turchia ostaggio di un sultano reazionario in cui le opposizioni vengono tutte silenziate e arrestate le cose saranno sempre più complicate sia per chi quella guerra civile la patisce sulla propria pelle che per chi ha a cuore un Medio Oriente dei popoli e delle differenze e non ostaggio della guerra, del terrore e delle “petrolmonarchie”. Purtroppo le nostre istituzioni comunitarie hanno dimostrato più volte di voler sacrificare la pace per il profitto. E non credo che stavolta cambieranno atteggiamento.”

Il pensiero della consigliera e dei partecipanti alla manifestazione di ieri, sembra essere molto vicino a quello del sindaco Luigi De Magistris, che stamattina, sul suo blog ha parlato di “segnale molto preoccupante per la pace in Medio Oriente” e ha sottolineato che “l’Unione Europea non può stare più ad osservare la perpetrazione di un golpe senza fine in un Paese ritenuto alleato”.

Desire Rosaria Nacarlo

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