Bristol, il soft robot che si alimenta da solo

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Un team di scienziati dell’Università di Bristol (UK) ha messo a punto un prototipo di robot in grado di autoalimentarsi, ossia di funzionare senza l’utilizzo di una batteria.

Tempo fa dei ricercatori inglesi avevano progettato EcoBot II capace di trarre energia dalle mosche di cui si nutre. Il robot attira gli insetti grazie al suo odore simile a quello dello sterco e attraverso la rielaborazione degli zuccheri contenuti al loro interno è in grado di essere attivo per circa 5 giorni.

L’automa in questione è , invece, è un soft robot costruito con strutture rigide e gel morbidi in modo da ridurre notevolmente il consumo di energia necessaria per il funzionamento. Esso può  funzionare in eterno in quanto dotato di un meccanismo molto simile all’apparato digerente umano e pertanto dopo aver assimilato il suo nutrimento, immagazzina energia e poi la espelle.

Il prototipo è stato posto in una vasca da bagno piena di acqua mischiata a materiale organico di cui si nutre. Attraverso un tubo assorbe il nutriente, una pila combustibile biologica trasforma la biomassa in energia chimica ed una volta assunto il pasto successivo elimina gli scarti proprio come un essere umano.

Il team che l’ha messo a punto si sta interrogando su un suo possibile impiego.  In un futuro non troppo remoto sarà possibile progettare robot simili di dimensioni maggiori che si nutrono di elementi inquinanti e nocive invece che che di acqua e materiale organico.

Macchine basate su questo principio potrebbero, infatti, avere un numero indefinito di possibili applicazioni come ad esempio, in siti di disastri nucleari per rimuovere le scorie, nei campi per monitorare le piante e nelle acque inquinate per rimuovere la spazzatura. Il nostro avvenire, grazie a questo straordinario progetto, non potrà che essere migliore.

Vincenzo Nicoletti

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