Nisida, laboratori per i detenuti autofinanziati

0
281
nisida
nisida

All’interno del carcere minorile di Nisida, nel tempo, si è andato a costituire tra le varie attività, il laboratorio di ceramica.

Il laboratorio, come anche gli altri progetti,sono nati grazie a sostegni economici indipendenti senza aver mai ricevuto aiuti da parte dell’amministrazione pubblica. Tutto questo e molto altro è stato spiegato da Gianluca Guida, direttore del carcere minorile di Nisida, durante la presentazione della mostra in Consiglio Regionale della Campania delle ceramiche realizzate dai detenuti.

Durante la presentazione Guida ha spiegato: “I ragazzi di Nisida sono protagonisti del clima di tensione sociale che si vive nelle nostre strade e nei quartieri, ma noi lavoriamo per una ricomposizione della frattura che aumenta tra società civile e devianza. Non possiamo permettere che adolescenti vengano abbandonati a un destino criminale, non possiamo permetterci che continuano ad essere protagonisti neri della nostra società.”

Dalle parole di Guida si evince come i laboratori possano aiutare questi ragazzi e queste ragazze ad entrare in una nuova prospettiva. Si tratta di giovani che hanno commesso degli errori e una volta usciti l’obiettivo è quello di non ricadere negli stessi schemi. L’auspicio è quello di riuscire ad re-inserirsi nella società con una nuova consapevolezza.

Per garantire la permanenza dei laboratori, sono stati scelti dei metodi alternativi per poter raccimulare il giusto capitale. Oltre al contributo indipendente, un altro espediente è il 5xmille che consiste nel destinare appunto il 5×1000 dalle proprie imposte alla Fondazione senza riportare alcun aggravio alle proprie tasche.

Hanno collaborato, inoltre, anche alcune istituzioni come “Il meglio di te – ONLUS” che gestisce e finanzia i laboratori formativi all’interno del carcere e stipula protocolli con le imprese affinché sostengono borse lavoro per l’inserimento lavorativo degli ex detenuti. Inoltre hanno collaborato a donare il comando Regionale Campania della Guardia di Finanzia e il Ministero dell’Economia che ha contributo al finanziamento dei macchinari per il laboratorio di ceramica. Infine chiunque può dare il proprio contributo acquistando i manufatti in ceramica realizzati dai ragazzi di Nisida.

Maria Baldares

CONDIVIDI
Articolo precedentePepe Mujica a Bologna: l’altra faccia delle Americhe
Articolo successivoNapoli, incremento della raccolta differenziata
Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO