Napoli, e se fosse Maurizio Sarri il problema?

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La crisi del Napoli in questo ultimo mese è sotto gli occhi di tutti. Dall’infortunio subito da Milik ad oggi, gli uomini di Sarri hanno vinto solamente due partite, contro Crotone ed Empoli, delle 7 giocate, allontanandosi così dalla vetta del campionato e da una qualificazione tranquilla agli ottavi.

Il gioco messo in mostra dagli azzurri in queste ultime uscite è parso sicuramente molto sterile in zona gol, colpa non solo della mancanza di Milik, ma anche della scarsa vena realizzativa di Manolo Gabbiadini, ormai fuori dagli undici titolari e sempre più lontano da Napoli. Ciò che però non è visibile nelle ultime partite è la mancanza di intensità, che il gioco di Sarri “sapientemente” nasconde.

Gabbiadini espulso Fonte: Foto LaPresse - Gerardo Cafaro Sabato 15 ottobre 2016 , Napoli (Italia)Sport CalcioS.S.C. Napoli vs A.S. RomaCampionato italiano di Calcio Serie A TIM 2016/2017 - Stadio “San Paolo”Nella foto: Gabbiadini Manolo,calciatore del Napoli , deluso.Photo LaPresse - Gerardo CafaroSaturday 15th October 2016 , Naples (Italy)Sport SoccerS.S.C. Napoli vs A.S. RomaItalian Football Championship League A TIM 2016/2017 - “San Paolo“ Stadium In the picture: Gabbiadini Manolo of SSC Napoli shows his disappointment during the Serie A TIM match between S.S.C. Napoli vs A.S. Roma
Manolo Gabbiadini, durante Napoli – Roma

La crisi azzurra è iniziata ben prima dell’infortunio di Milik, ovvero sul risultato di 4-0 contro il Benfica. Da quel momento in avanti, la squadra ha iniziato a specchiarsi nella sua bellezza e la partita con Atalanta, in cui Milik era titolare, ne è la prova lampante.

Dal retropassaggio di Jorginho agli errori di ReinaGhoulam, gli azzurri hanno giocato in maniera fiacca e deconcentrata le partite che hanno accompagnato il cammino pre Juventus – Napoli, commettendo diversi errori di concentrazione che non possono essere appuntabili solo all’infortunio di Milik o a quello di Raul Albiol (che pure sembra aver indebolito parecchio la difesa). Nella partita di Torino è poi venuta fuori anche la mancanza di concentrazione dello stesso Sarri, togliendo un discreto Insigne per paura delle fughe di Cuadrado su quella fascia, rinunciando di fatto alla fase offensiva.

Altro indice di confusione sono gli ingressi di Omar El Kaddouri in partite bloccate, come quella con la Juventus o l’ultima con la Lazio. L’adattamento del marocchino sulla fascia destra, a scapito di Giaccherini o del giovane Roberto Insigne (che ha giocato molto di più dell’ex Brescia nelle amichevoli), è parso una mancanza nella capacità di lettura delle partite.

Nascondere i problemi di questo Napoli dietro la mancanza di una punta è ipocrisia. La squadra ha perso smalto e Sarri il polso della situazione. Il mister non ha cercato strade alternative a questa, rimanendo fedele all’utilizzo di Mertens come finto nueve e privandolo così della sua imprevedibilità sulla fascia, distruggendo ciò che rimaneva di Gabbiadini, che ci ha messo anche tanto del suo per farsi mettere fuori dai giochi. Soprattutto rimanendo fedele a quelle che erano le gerarchie di inizio anno, fatta eccezione per Diawara.

I vari TonelliGiaccheriniRog sono protagonisti molto marginali di questa rosa, e di pescare giocatori nella primavera (il Milan insegna), come i vari Negro o lo stesso Insigne, per sopperire alle mancanze in rosa non se ne parla.

Non resta che attendere il rientro ormai prossimo di Albiol ed il mercato di gennaio per cercare di risollevare una stagione ormai compromessa dagli infortuni, dalla mancanza di uomini nei ruoli chiave e dalla poca attitudine al cambiamento di Maurizio Sarri.

fonte immagine in evidenza: ilnapolista.it

Andrea Esposito

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