500mila euro in attività pubblicitarie. Muscarà (M5S):”Le leggi qui non valgono, c’è il sultanato De Luca”

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In data 8 Novembre 2016 la Giunta Regionale si è riunita per deliberare. Il consigliere regionale Maria Muscarà (M5S), prendendo atto delle scelte avvenute in tale assise, invia una relazione ai revisori dei conti, all’autorità garante per le comunicazioni, al CORECOM e alla Prefettura.

Consultando il verbale dell’ultima Giunta Regionale, che ha per oggetto “Istituzione di nuovo capitolo con variazione compensativa in termini di competenza e cassa nell’ambito del Programma 01 della Missione 01 del bilancio gestionale 2016-2018.” si apprende che la Giunta a voto unanime ha deliberato:

Regione Campania
Regione Campania

“di istituire un nuovo capitolo di spesa, con la seguente denominazione : ”Promozione delle azioni politiche del governo regionale (D.G.R.C. n. 78 del 01/03/2016)” come riportato nel prospetto di cui all’all. n. 1) che costituisce parte integrante e sostanziale al presente provvedimento; di provvedere ad una variazione compensativa, di euro 500.000,00 = dello stanziamento, in termini di competenza e cassa, del capitolo 512 denominato “Comunicazione istituzionale dell’ente Regione”, tra capitoli degli stessi programmi nell’ambito della stessa Missione 01 del Bilancio di Previsione della Regione Campania per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016 – 2018 approvato con legge regionale n. 2 del 18 gennaio 2016…

Secondo il Movimento 5 Stelle, nella persona del consigliere regionale Maria Muscarà, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca finanzia con denaro pubblico la promozione di eventi come “L’Assemblea Nazionale sul Mezzogiorno”, tappezzando la regione con maxi manifesti e inserzioni su giornali e siti web, dimenticando che c’è la par condicio dove vige il divieto assoluto di qualsiasi forma di comunicazione istituzionale. Figuriamoci di eventi.

Non sorprende, dunque, che dopo aver letto il verbale la consigliera Muscarà abbia pensatomuscara-maria di inviare una segnalazione ai revisori dei conti e alle autorità garanti come il CoreCom e la Prefettura. La tesi sostenuta dal M5S è che, in virtù del fatto che il capitolo di spesa di comunicazione istituzionale debba rispettare principi contabili ben stabiliti, i responsabili dell’informazione abbiano modificato la denominazione del capitolo di spesa per giustificare il trasferimento dei suddetti 500mila euro. Quei 500mila euro sono stati destinati a “promozione delle attività politiche del governo regionale”, non ad attività di assistenza sociale, bensì a “campagne pubblicitarie e  web tv on line”, peggio ancora in un periodo destinato al silenzio elettorale pre referendum:

La somma di 500 mila euro serve per finanziare la promozione ed è stornata dall’ammontare complessivo del budget, pari a un milione e quattrocento mila euro, e relativo al piano di comunicazione annuale. Tutto ciò avviene nonostante il Prefetto di Napoli con la circolare n. 29/2016 informa che dal 28 settembre è fatto divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione.” – afferma.

Ne emerge che la disparità di condotta di chi ricopre cariche apicali resta un punto di discussione. Ponendola in altri termini, se all’indomani del 5 Dicembre, un governatore di Regione fosse eletto, dal Consiglio Regionale in cui detiene la maggioranza, per entrare a far parte della cerchia dei 74 senatori (art. 122 modificato) dovremmo aspettarci che l’art. 67 (originale) venga rispettato a prescindere oppure no?

Sara C. Santoriello

 

 

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