Sondaggi: il Caso Raggi fa calare il Movimento 5 Stelle

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I tempi infiniti per la formazione della Giunta, lo scandalo dovuto ai rifuti, le dimissioni dell’assessore al Bilancio, e per ultimo il “complotto dei frigoriferi” certo non hanno aiutato il sindaco di Roma Virginia Raggi a dare di sé e del Movimento 5 Stelle un’immagine rivoluzionaria e di alternativa valida al Sistema che loro hanno sempre contestato, e che continuano a contestare.

Stando al sondaggio condotto da IPR Marketing, questo inizio non proprio brillante da parte del nuovo sindaco capitolino ha causato non poche fibrillazioni alla base del Movimento: la maggioranza degli elettori, ossia il 47%, considera la prima fase minata da normali difficoltà inziali, mentre il 44% dà la colpa al sindaco Raggi e alla sua inesperienza. Una minoranza rappresentata dal 9% degli intervistati non ha opinione.

Se nell’esprimere il giudizio sulla partenza del governo della Raggi gli attivisti grillini si sono dimostrati abbastanza discordi, quando gli è stato chiesto di dare un giudizio sul neo-sindaco romano è emersa una maggioranza relativamente netta: il 52% la reputa inesperta per gestire la situazione della Capitale e quindi crede che sia necessario un aiuto esterno. Tuttavia, non sono pochi coloro che la ritengono all’altezza della situazione (ben il 47% degli intervistati) e sono pochissimi quelli senza opinione (solo l’1%).

Di fronte alla complicata situazione che è venuta a crearsi, il Movimento e Beppe Grillo non hanno negato né le complicazioni sopraggiunte né le colpe della Giunta e della Raggi, sottolineando come, a loro avviso, gli altri candidati (PD, Forza Italia, Lega Nord) sarebbero stati peggio. Un comportamento, questo, che trova riscontro positivo, secondo IPR Marketing, nel pensiero comune pentastellato. Infatti risulta che il 54% degli intervistati crede che il Movimento debba difendere il neo-sindaco, mentre il 45%, una percentuale comunque non irrilevante, crede che si debbano prendere le distanze. Anche in questo caso la percentuale senza è opinione è quasi nulla: 1%.

Nonostante la moltitudine di video e post diffusi dalla Raggi sui suoi profili social e su quelli del Movimento in cui spiegava tutte le sue ragioni, gli intervistati da IPR Marketing sono risultati più severi. Infatti, la comunicazione dei 5 Stelle sul caso Roma è ritenuta positiva solo dal 39%; al contrario del 46% che invece condanna il metodo e la qualità della comunicazione grillina.

In conclusione, il sondaggio qui discusso ci dice che da luglio 2016 (un mese dopo le elezioni amministrative) ad oggi il Movimento 5 Stelle è sceso di tre punti percentuali dal 31% al 28%. Percentuali che dovrebbero allertare Beppe Grillo e i vertici pentastellati, che rimangono secondo partito d’Italia attaccati al PD, ma che rischiano di perdere il posto nel caso in cui subentrasse una coalizione di centrodestra in vista delle elezioni.

Federico Rossi

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