WhatsHappening: il mondo non è finito con l’elezione di Trump

Dalla piccola Cipro al Libano: cos'è successo nel mondo?

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Benvenuti al secondo appuntamento di novembre con WhatsHappening! Con la nostra rubrica cercheremo di fare un passo indietro e dare uno sguardo al mondo che andava avanti mentre i riflettori internazionali erano puntati su Hillary e Donald, senza tuttavia trascurare i primi tentativi di politica estera del neo-eletto alla presidenza degli Stati Uniti. Iniziamo:

CIPRO: NUOVI COLLOQUI PER PARLARE DEL MURO

Lunedì 7 novembre sono iniziati i nuovi negoziati per far fronte alla situazione di Cipro, divisa in due dal 1974, anno in cui l’esercito turco invase l’isola per rispondere al colpo di stato militare in corso sul territorio e soccorrere la popolazione di origine turca. Dalla caduta del muro di Berlino, Nicosia è l’unica capitale europea divisa da un muro. La “Linea verde” percorre la città da nord-ovest a sud-est, separandola in due zone: quella meridionale, capitale della Repubblica di Cipro, e quella settentrionale, capitale dell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro, riconosciuta solo dalla Turchia.WhatsHappening I colloqui, svolti segretamente in Svizzera, mirano alla riunificazione dell’isola, resa fino ad oggi molto complicata dalle inconciliabilità delle richieste delle parti in causa: i turco-ciprioti vorrebbero entrare in uno Stato Federale non dominato dai greco-ciprioti, mentre quest’ultimi chiedono indennizzi e concessioni territoriali come il risarcimento alle espropriazioni subite durante l’invasione turca. Lo stesso Erdoğan sembra avere forti interessi sulla questione, lasciando intendere di essere pronto ad annettere la parte nord di Cipro alla Turchia.

MAROCCO: SI TIENE A MARRAKECH LA COP 22, LA CONFERENZA SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Lo scorso 7 novembre si è aperta a Marrakech, in Marocco, la 22esima Conferenza sul cambiamento climatico. Essa si concluderà il 18 novembre e ha come obiettivo quello di attuare gli accordi politici presi l’anno scorso a Parigi, durante la COP 21. Said Mouline, direttore generale dell’Agenzia Marocchina per l’efficienza energetica, ha affermato che in Marocco ci sono progetti interessanti e ha sottolineato l’importanza data agli investimenti nell’ambito dell’energia solare e di quella eolica.WhatsHappening Ha aggiunto: «le Cop sono azioni concrete, che servono a migliorare il pianeta, la sicurezza alimentare, l’accesso all’acqua. Tutti progetti che si tradurranno in fatti nei Paesi del sud del mondo». L’obiettivo della conferenza infatti è quello di discutere di una transizione verso i settori dell’energia solare e di quella eolica e di accordarsi per limitare l’aumento delle temperature entro i 2 gradi.

LA NUOVA POLITICA ESTERA DI TRUMP

Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Con la conquista di 276 Grandi Elettori ha vinto la corsa alla Casa Bianca staccando Hillary Clinton, ferma a 218. Decisiva la vittoria in Stati di cruciale importanza quali la Florida, l’Ohio e la Virginia. Cosa cambierà ora per quanto riguarda la politica estera americana? Tutto. O quasi. Molto nota era l’ostilità di Hillary Clinton verso il presidente russo Vladimir Putin, un’avversione condivisa anche dal presidente uscente Barack Obama, che specie negli ultimi anni non ha fatto nulla per attenuare le tensioni fra le due potenze. Soprattutto la questione Ucraina e la guerra in Siria saranno i temi riguardo ai quali Trump è chiamato a dare una risposta. WhatsHappeningI toni utilizzati in campagna elettorale lasciano presagire un disimpegno considerevole delle truppe americane in Crimea, e questa potrebbe essere una buona notizia per il cuscinetto europeo, da sempre speranzoso di essere meno compresso fra gli USA e la Russia. Per quanto riguarda la Siria la questione si fa più complicata: Trump ha paventato l’idea dello sgancio di una bomba atomica per sconfiggere definitivamente l’ISIS. Il mondo si augura che fosse solo un’esternazione a affetto “da campagna elettorale”. Lo stesso discorso vale per gli interventi americani in Sud America: Trump ha minacciato la costruzione di un muro sul confine messicano; e anche se si trattasse ancora una volta di un bluff elettorale, è più che probabile che anche con i Paesi confinanti col Messico i negoziati saranno comunque difficili. La distensione progressiva voluta da Obama in questa zona e con altri Paesi come Cuba rischia quindi di subire un arresto proprio quando era appena iniziata.

ECUADOR E UNIONE EUROPEA, ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO

È un trattato di portata storica, quello che Ecuador e Unione Europea hanno firmato a Bruxelles lo scorso venerdì: si tratta di un accordo in base al quale l’Ecuador potrà esportare e importare diversi prodotti verso e dall’UE senza vedersi imposto alcun dazio doganale. Il vicepresidente del Paese sudamericano, Jorge Glas, ha celebrato la firma come l’atto con cui Quito «diventa un partner commerciale dell’Unione Europea, in una prospettiva strategica di lungo periodo».WhatsHappening L’obiettivo è non solo quello della collocazione sul mercato europeo dei prodotti dell’Ecuador, ma anche di facilitare la circolazione delle merci in senso opposto: ci si aspetta infatti che l’UE possa in questo modo condividere con maggiore facilità ed efficacia le tecnologie necessarie allo sviluppo umano e infrastrutturale dell’Ecuador. In ogni caso, non si tratta solo di un’intesa bilaterale: si intende infatti coinvolgere tra i beneficiari del patto euro-ecuadoregno anche altri Paesi della regione, tra cui Colombia e Perù, che puntano a diventare i più stretti partner commerciali di Quito e hanno assistito alle negoziazioni e alla firma attraverso i propri ambasciatori. Sulla base di questi presupposti, si attendono ora le ratifiche dei Parlamenti rispettivi.

LA QUIETE LIBANESE CHE STRANISCE I “VICINI DI CASA”

La politica libanese, in stallo da ventinove mesi, ha avuto la sua svolta il 31 ottobre con l’elezione a presidente di Michel Aoun, leader del Movimento Patriottico Libero che gode dell’appoggio del partito sciita Hezbollah. L’importanza della nomina di Aoun va tuttavia ravvisata nella coalizione che ha sostenuto tale candidatura: alle alleanze più prevedibili si è difatti unito l’appoggio di Saad Hariri, leader sunnita di Movimento Futuro. A dividere Aoun e Hariri sono soprattutto i rapporti con gli altri Stati: mentre il primo è vicino all’Iran e alla Siria, il secondo è appoggiato dall’Arabia Saudita e soprattutto avverso a Hezbollah, considerato da Hariri il responsabile dell’attentato che nel febbraio del 2004 uccise suo padre. WhatsHappeningIl gioco di alleanze, così descritto, deve poi integrarsi di un’ulteriore variabile: gli Stati Uniti, i quali godono dell’appoggio dell’Arabia Saudita e dell’avversione di al-Assad. Nonostante ciò, un intenso periodo di trattative ha prodotto un compromesso: Aoun avrebbe ripagato l’appoggio di Hariri sostenendone la nomina a primo ministro. Il 3 novembre il neo-presidente, fedele all’accordo, ha difatti proposto Hariri come capo del Governo, trovando l’appoggio di 110 deputati su 129 – i membri di Hezbollah hanno preferito l’astensione. Hariri ha dichiarato di ambire a un governo che abbracci tutte le forze politiche libanesi e che sia in grado di difendere il Libano dal terrorismo e dalla guerra siriana.

Hanno collaborato: Sabrina Carnemolla, Rosa Ciglio, Ludovico Maremonti, Valerio Santori, Rosa Uliassi

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