Dopo dodici anni dall’uscita de L’ombra del vento, la saga del Cimitero dei Libri Dimenticati nata dalla penna dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafòn, finalmente e purtroppo, arriva alla sua conclusione con l’ultimo capitolo della tetralogia, Il labirinto degli spiriti.

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Carlos Ruiz Zafòn

Zafòn torna, infatti, nella sua Spagna tra qualche settimana con il suo nuovo libro, che  in Italia sarà pubblicato  Martedì 22 Novembre 2016.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, e proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.”

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Alcuni lo hanno definito “lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes”, orde di lettori hanno amato i suoi libri sia d’estate che d’inverno, molti attendevano il suo ritorno, chi per ammirarlo chi per criticarlo. Resta il fatto che, in totale, i suoi libri hanno venduto più di 35 milioni di copie e sono stati pubblicati in oltre 40 paesi e che Zafòn ha dato voce alla sua Barcellona, la città in cui è nato e cresciuto, descrivendola nei minimi particolari attraverso le avventure dei suoi personaggi: «Non volevo che Barcellona fosse uno sfondo, volevo che fosse uno dei personaggi del libro» ha detto. E infatti, tutto ha inizio nel quartiere del Raval in cui è nascosto il Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo magico e misterioso in cui sono conservati tutti i libri che attendono di essere salvati:

«Quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell’oblio, noi, custodi di questo luogo, Il Cimitero dei Libri Dimenticati, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Questo luogo è un mistero, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.»

Ma non solo la tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati! Sono, infatti, imperdibili altri quattro titoli dello scrittore spagnolo, tre dei quali compongono la Trilogia della Nebbia, scritta anni prima del successo mondiale: Il Principe della Nebbia (1993), Il Palazzo della Mezzanotte (1994) e Le luci di Settembre (1995). Ultimo, ma non per importanza: Marina, pubblicato nel 1999.3vom11d

L’attesa è finita per chi aspettava il ritorno di Zafòn dal 2011, anno in cui uscì il terzo capitolo della saga – “Il Prigioniero del Cielo“. Finalmente tutti i misteri e gli intrighi verranno risolti ma, arrivati alla fine, sicuramente Daniel Sempere ci mancherà moltissimo. Lo abbiamo amato dalle prime righe, abbiamo camminato con lui tra i vicoli di Barcellona, e sempre insieme siamo venuti a conoscenza della intricata storia di Juliàn Carax, il protagonista de L’ombra del vento. Impossibile dimenticare l’incipit del libro, quando per la prima volta abbiamo sentito parlare di quel misterioso luogo fantastico:

«Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un cielo grigiastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla de Santa Mónica. «Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.»
«Neanche alla mamma?» domandai sottovoce. Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre come un’ombra. «Ma certo» rispose a capo chino. «Per lei non abbiamo segreti.»

Maria Pisani

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