Comitato del sì, nella lettera un clamoroso autogol

1
3045
comitato del sì

Sembrava essere passato inosservato il refuso sulla lettera inviata dal Comitato del Sì agli italiani che vivono all’estero, invece è stata ripresa da alcuni quotidiani nazionali.

Cos’è successo

Il Comitato del Sì, che si propone di sostenere la riforma costituzionale di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, ha inviato una lettera a sostegno della propria campagna elettorale, a circa 4 milioni di italiani che vivono all’estero e che saranno chiamati al voto. Ha fatto molto discutere sia come tempistiche, sia per il fatto che ci fosse la firma del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il testo, molto retorico, invita i connazionali a votare sì al referendum. Sul tema c’è stata polemica, con i vari comitati del no sugli scudi, sostenendo che una lettera del genere senza una controparte fosse ideologicamente strumentale e scorretta, invalidando, di fatto, il voto referendario.

Il testo della lettera

“Cara italiana, caro italiano, nessuno meglio di voi, che vivete all’estero, sa quanto sia importante che il nostro Paese sia rispettato fuori dai confini nazionali. Nessuno meglio di voi sa quanto sia importante che si parli di noi per la nostra capacità di lavorare, per la nostra creatività, per la nostra intelligenza. Ma nello stesso tempo, nessuno meglio di voi ha provato sulla propria pelle il fastidio, o addirittura la mortificazione di sentire, sull’Italia, risolini di scherno, accompagnati sai soliti, umilianti luoghi comuni. Tra tutti, uno, durissimo a morire. Quello per cui siamo un Paese dalla politica debole, che si perde in un mare di polemiche. Un Paese instabile, che cambia il presidente del Consiglio più spesso di un allenatore della Nazionale. E tra noi, ahimè, possiamo dircelo: questo luogo comune non è così distante dalla realtà. In questi due anni e mezzo di Governo ho visitato moltissimi Stati e ho provato ogni volta, con tutte le mie forze, a dare dell’Italia un’immagine diversa. A raccontare dei successi degli italiani del mondo, a promuovere le nostre bellezze, a sponsorizzare la capacità di innovazione dei nostri giovani. Ma soprattutto, in ogni viaggio all’estero, ogni volta che ho sentito risuonare l’Inno di Mameli con voi, ogni volta che ho incrociato i vostri sguardi orgogliosi, ogni volta che sono riuscito a stringervi le mani, ho sentito fortissimi l’onore e l’emozione di rappresentare il Paese che noi tutti amiamo. Dalla prima volta, a Tunisi, nel marzo di due anni fa, fino all’ultima, alla Casa Bianca, dove il Presidente Obama, scegliendo di dedicare all’Italia la sua ultima cena di stato, ha compiuto un gesto di straordinaria attenzione. E lo ha rivolto non al nostro governo, ma al nostro Paese. L’Italia, dicevamo, ha un enorme bisogno di essere rispettata all’estero. E in questi anni qualcosa è finalmente cambiato. Ne sono fiero e felice. Ma non sono soddisfatto. Dobbiamo fare di più, tutti insieme. È vero, l’Italia non è più considerata il problema dell’Europa e il prossimo appuntamento del G7 nella magnifica Taormina, ci darà un’occasione per condividere i nostri valori umani, civili e sociali. Ma dobbiamo continuare a migliorarci, come le vostre storie ci insegnano. E allora la riforma costituzionale su cui siete chiamati a votare, è un altro tassello per rendere più forte l’Italia. Qualcuno dice che si tratta di tecnicismi, che non incidono realmente sulla vita del Paese. Tutt’altro. Con questa riforma superiamo finalmente il bicameralismo paritario, un sistema legislativo che esiste solo in Italia e costringe ogni legge ad un estenuante ping pong tra Camera e Senato. Anni per approvare una legge, quando il mondo, fuori, corre veloce. Con questa riforma superiamo il doppio voto di fiducia al governo, da parte di Camera e Senato, che ha dato al nostro Paese il record mondiale di instabilità (62 governi in 70 anni). Questa riforma, definendo le competenze tra Stato e Regioni, mette fine all’assurda guerra tra enti pubblici che ogni anno si consuma in centinaia di ricorsi alla Corte Costituzionale. Questa riforma riduce finalmente poltrone e costi della politica (315 stipendi in meno in Parlamento, stipendi abbassati ai consiglieri regionali, abolizione dei rimborsi pubblici per i gruppi regionali), elimina enti inutili come il Cnel (1 miliardo di spesa per zero leggi approvate), aumenta la maggioranza necessaria per eleggere il Presidente della Repubblica, garantisce più potere alle opposizioni. E questo senza toccare i poteri del presidente del consiglio, né alcuno dei “pesi e contrappesi” che garantiscono l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Per decenni tutti hanno promesso questa riforma, ne hanno discusso in tv e sui banchi del Parlamento, hanno riempito i giornali e più recentemente i social network. Ma si sono dimenticati di realizzarla. Adesso la riforma c’è, ha superato sei letture parlamentari e ora dipende dal voto dei cittadini. Sì, anche dal vostro. Sarete voi a decidere se questa Italia deve continuare ad andare avanti oppure deve tornare indietro. Sarete voi a decidere se dire sì al futuro oppure se rifugiarsi nell’attuale sistema, talmente burocratico da non avere nessun paragone in Europa. Oggi possiamo dimostrare all’Italia e al mondo che noi ci crediamo davvero. Che la storia dell’Italia è meravigliosa e noi possiamo rendere migliore anche il suo futuro. Oggi siamo a un bivio. Possiamo tornare ad essere quelli di cui all’estero si sghignazza, quelli che non cambiano mai, quelli famosi per l’attaccamento alle poltrone e le azzuffate in Parlamento. Oppure possiamo dimostrare con i fatti che finalmente qualcosa cambia e che stiamo diventando un Paese credibile e prestigioso. Ci date una mano? Basta un sì”.

La clamorosa gaffe

lettera_3

Bastausi.it è l’errore incredibile commesso da chi ha scritto la lettera, infatti, sulla prima facciata del volantino il link al sito è sbagliato: hanno dimenticato di inserire una ‘N’. Il sito www.bastausi.it rimanda al sito registrato dal sindaco Ruggero Barbetti iscritto e coordinatore del Comitato di Altero Matteoli, ex ministro berlusconiano, che ha fondato il coordinamento per “Costituzione Bene Comune – Comitato per la Ragioni del NO”

1 COMMENTO

  1. La lettera di Renzi fa il paio con l’opuscolo inviato alle famiglie , in occasione delle elezioni, da Berlusconi.
    Nel caso della lettera di Renzi le furbate del fiorentino si moltiplicano.
    Per non incorrere , evidentemente, nelle censure relative alla par condicio, la lettera sarebbe firmata dal Renzi segretario del PD e non dal Renzi Presidente del Consiglio.
    Attraverso questo commento vorrei far arrivare al Garante della Privacy, Antonello Soro, un quesito: come si sono procurati dal PD gli indirizzi degli iscritti all’AIRE?
    Se non c’entra la par condicio, c’entra almeno la privacy?
    O dobbiamo rassegnarci al fatto che i propagandisti del SI possono violare impunemente oltre al senso di verità (Superamento del bicameralismo paritario cìè scritto sulla scheda ma il Senato resta ed ha alcune competenze legislative anche se vincessero Boschi-Verdini) anche le regole?

LASCIA UN COMMENTO