Spazio Pueblo e NO TAV: dalla Valle a Cava

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Spazio Pueblo e NO TAV: dalla Valle a Cava
Foto di Antonia Sessa.

Domenica 13 novembre, in Piazza Eugenio Abbro, si è svolta la tappa del NO TAV Tour a Cava de’ Tirreni, organizzata dai ragazzi e dalle ragazze dello Spazio Pueblo. I NO TAV sono attualmente impegnati nel loro tour in più di 30 città italiane per portare la testimonianza della loro resistenza iniziata spontaneamente nei primi anni Novanta con il Comitato Habitat, e per dimostrare concretamente che organizzarsi dal basso è una necessità in uno Stato che ha espropriato i territori, precarizzato il mondo del lavoro e privatizzato le scuole pubbliche.

Lo Spazio Pueblo nasce da una serie di esperienze auto-organizzate per dare concretezza alle pratiche organizzative e sociali capaci di rimettere al centro gli interessi popolari”, dice Adelaide Cavallo, militante dello Spazio Pueblo, “in occasione della campagna per il NO al referendum, abbiamo deciso di invitare i NO TAV soprattutto perché nessuno meglio di loro, che da oltre venti anni portano avanti una lotta popolare contro la realizzazione del tracciato ferroviario ad alta velocità Torino-Lione vedendo anteposti interessi economici e politici alla tutela delle proprie vite e della propria terra, può aiutarci a smascherare le innumerevoli contraddizioni di uno Stato che spreca denaro pubblico e promuove riforme antipopolari per fare gli interessi del grande capitale calpestando studenti, lavoratori e disoccupati. La vittoria del SI faciliterebbe la realizzazione di grandi opere come il TAV o come, rimanendo in tema, l’inconcepibile progetto dell’amministrazione cavese della Galleria Cava-Maiori: ribadiamo a gran voce il nostro NO per opporci ad un SI che per noi significherebbe sempre meno tutele, licenziamenti facili, sfruttamento e devastazione dei territori.”

Alla tappa del tour erano presenti Massimo e Daniele, esponenti NO TAV, che durante i loro interventi hanno fatto un excursus storico dalla nascita del Movimento ad oggi, e spiegato la maniera in cui esso si articola: “Il nostro è un movimento con tre fondamenta: sono presenti la parte tecnica, quella sindacale e quella popolare“, hanno dichiarato, marcando particolarmente l’ultimo elemento. Questo movimento, di fatti, è frutto della semplicità, matrice delle lotte popolari: tantissime persone hanno deciso di alzare la testa agli inizi degli anni Novanta per opporsi ai cantieri, ai processi e agli espropri illegali (poiché non temperano per legge a misure CIPE), oltre che alle collusioni mafiose che si nascondono nella devastazione e nel saccheggio della Valle.

Foto di Antonia Sessa.
Foto di Antonia Sessa

Durante l’assemblea è stato possibile collegarsi telefonicamente con Nicoletta Dosio, NO TAV storica evasa dall’obbligo di firma e dagli arresti domiciliari. “Voglio salutarvi affettuosamente in questa ordinaria giornata di evasione“, ha raccontato Nicoletta, descrivendo la protesta di alcuni esponenti NO TAV, rinchiusi nel carcere di Iprea, contro le condizioni disumane dei carceri, “La nostra lotta è per un mondo solidale che non tagli fuori le persone e questo movimento ha riscoperto i valori che il mondo del capitale distrugge: giustizia vera, lavoro che porti benessere, difesa della nostra Costituzione antifascista, sovranità popolare”, ha poi concluso, augurandosi di poter portare questo saluto di persona, un giorno. “La nostra forza collettiva fa paura ai poteri forti: la loro pace sociale è fatta di repressione, il nostro conflitto di donne e uomini liberi.”

Ana Nitu

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Un metro e settanta di ossa deboli, sentimenti e sogni: soprattutto di sogni. Studentessa presso il liceo linguistico De Filippis e responsabile delle comunicazioni dell'Unione degli Studenti di Cava de' Tirreni. Ribelle e testarda per natura, insisto ancora nel cambiare il mondo.

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