Scandalo Unisa, nepotismo e concorsi pilotati

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Ebbene sì, anche l’Università degli Studi di Salerno ha macchiato la sua candida camicia bianca di una delle colpe più ricorrenti e radicate nel sistema politico e sociale italiano: il nepotismo.

Ad ottobre di questo stesso anno, presso l’Università, si sarebbero tenuti dei concorsi per nuovi dottorati. Ma alcuni nomi avevano attirato l’attenzione degli inquirenti. La lista “nera” era stata inviata al Presidente dell’Anac (Autorità Nazionale Anti-corruzione), Raffaele Cantone, nonchè alla Procura di Nocera Inferiore. Le indagini sono ancora in corso.

La nostra redazione si era già interessata di questo argomento, stilando una lista di coloro i quali posseggono cognomi ben noti e radicati all’interno dell’Università. Siamo così venuti a conoscenza del fatto che “sebbene ad ognuno di noi venga associato un numero (di matricola) per omologarci, per difendere la nostra identità e le nostre storie, al momento opportuno alcuni numeri valgono più di altri ed alcune storie pesano più di altre“.

A conferma della forte aria di nepotismo che si respira all’interno dei corridoi delle facoltà, abbiamo i numerosi nomi e cognomi di coloro i quali sarebbero strettamente imparentati con docenti presenti già da molti anni all’interno dell’Ateneo o, in alcuni casi, con eminenti figure politiche salernitane.

Le indagine sono partite in seguito ad una lettera anonima inviata direttamente dall’interno dell’Università, probabilmente da qualcuno che, stanco di queste continue ingiustizie, ha cercato di porvi fine.

«Ci scusiamo per il nostro anonimato ma lei può capire in che condizioni di ricatto viviamo, sempre costretti a vivere nel precariato per far posto ai figli di professori, parenti, nonché ai figli di professionisti di Salerno» nepotismo

Queste le parole che hanno fatto scattare gli inquirenti, i quali, in poco meno di un mese, hanno fatto richiesta al Rettore, Aurelio Tommasetti, affinché venisse inviata loro la documentazione riguardante l’assegnazione delle cattedre, i partecipanti e i vincitori dei concorsi interni e gli assegni di ricerca.

Dalle prime indiscrezioni sappiamo che l’articolo 18 della legge 240 (promossa nel 2010 dall’allora Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini) è stato deliberatamente violato. Tale legge prevedeva e obbligava la cessazione della cosiddetta “legge dei Baroni“, ossia i vari collegamenti e legami familiari tra direttori, docenti, politici e il rettore stesso.

L’Università degli Studi di Salerno si basa ormai da secoli sul nepotismo e sullo scambio di favori e sembra ormai impossibile sradicare questa vecchia abitudine. Atto che la Procura di Nocera Inferiore è intenzionata a compiere.

Maria Iemmino Pellegrino

 

3 COMMENTI

    • …….ebbene si, purtroppo esiste ed esisterà sempre un mondo parallelo fatto di falsità, opportunismo, scorciatoie.
      La scorciatoia per superare gli esami è nulla in confronto a quanto e cosa si fa per superare un concorso pubblico, fare carriera facilmente ………..E’ così, prima o poi bisogna rassegnarsi all’evidenza.

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